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Offerte mobile in Italia: tariffe più basse d’Europa

Offerte mobile in Italia: le tariffe più basse d’Europa. Secondo uno studio di Point Topic nel nostro Paese si risparmia sui consumi. Vediamo.

Quante volte, viaggiando all’estero in Europa, vi siete accorti che le tariffe riguardanti il mobile fossero decisamente più alte? Bene, non era una vostra impressione. Un nuovo report targato Point Topic ci conferma che in Italia abbiamo le offerte più basse del Vecchio Continente.  Il tutto senza considerare gli operatori virtuali come Iliad che hanno rosicchiato clienti ai principali competitors.

L’Italia si piazza al primo posto in questa particolare classifica, seguita da Polonia, Romania e Belgio. Vediamo allora di più.

Offerte mobile in Italia: le tariffe più basse d’Europa
Fonte: Point Topic

Telefonia mobile: in Italia costa meno mantenere uno smartphone

Come riportato da Il Messaggero, anche lo scorso anno, un’analisi condotta da Facile.it aveva mostrato come le tariffe di telefonia mobile hanno subito un calo del 20%. Un cliente che cambia operatore paga circa 12,50 euro in media. Un prezzo decisamente vantaggioso rispetto agli altri Paesi europei. 

L’indagine è stata realizzata attraverso un meticoloso confronto fra le varie offerte di telefonia mobile di 12 paesi inerenti a giugno 2019. I Paesi presi in considerazione dalla ricerca sono:

  • Belgio;
  • Danimarca;
  • Francia;
  • Germania;
  • Gran Bretagna;
  • Grecia;
  • Irlanda;
  • Norvegia;
  • Olanda;
  • Polonia;
  • Spagna;
  • Italia.

L’analisi ha preso in considerazione dei piani tariffari rappresentativi, calcolando un valore medio sia in termini di costi e traffico dati. Il focus resta sulla fascia intermedia dell’offerta. A non essere presi in considerazione sono le offerte base, quelle che hanno come target anziani e giovani. Ad essere esclusi sono state anche le offerte utili a cambiare operatore.

Qual è il Paese con le tariffe più alte?

Ad avere i costi più alti sembra essere la Norvegia. Ad Oslo, nella capitale, sono necessari 28 euro al mese (340 all’anno). Il piano tariffario risulta circa il 126% in più rispetto al Belpaese. Anche Spagna e Gran Bretagna evidenziano dei costi abbastanza elevati. La spesa media si aggira attorno ai 17,40 per gli Iberici e 15 euro per gli Anglosassoni,

Anche la Grecia registra dei costi elevati. Infatti, per un piano di fascia intermedia si spendono circa 15,80 euro al mese e quindi 190 all’anni. Tutto questo con delle condizioni limitanti come 400 minuti e 100 sms tra un rinnovo mensile ed un altro. In alcuni casi i messaggi sono esclusi.

Per quanto riguarda il traffico dati, nella stessa analisi dello scorso anno, l’Italia si colloca tra i primi posti in Europa con un costo virtuale di 0,28 euro. La Francia ha registrato un costo di 0,18 euro mentre la Polonia ha una tariffa di 0,37 euro per GB.

Anche qui, la Norvegia si colloca nella parte bassa della classifica. Il costo virtuale per il traffico dati è di 6,76 euro a GB, segue la Grecia con una tariffa media di 4,87 euro a GB e il Belgio con 4,67 euro a GB. In una fascia intermedia si posiziona la Germania (2,06 euro per GB), Svezia e Olanda (2 euro a GB).

Lo studio Point Topic del 2020

Nel secondo semestre del 2020, il costo medio di un abbonamento mensile 4G o 5G è di circa 17,27 dollari al mese. In questa particolare classifica è la Grecia dove un abbonamento si aggira attorno a 73,26 dollari. In questo studio sono stati presi in considerazione circa 800 tariffe tra i principali gestori di banda larga mobile dei 27 Paesi dell’Unione Europea.

Se si prende in considerazione il costo medio per giga, in quanto è l’Olanda tra i sei mercati maturi scelti per lo studio a fornire il miglior rapporto qualità/prezzo:

  • Olanda 0,20 dollari/giga
  • Italia 0,23 dollari/giga
  • Svezia 0,26 dollari/giga
  • Regno Unito 0,30 dollari/giga
  • Francia 0,90 dollari/giga
  • Germania 3,36 dollari/giga

In conclusione, possiamo dire che il desiderio degli italiani verso i dispositivi di ultima generazione (che ha visto una crescita del 119,9% rispetto allo scorso anno) è più che giustificato. Ciò che spendono in cellulari di ultima generazione, lo ritrovano nella bolletta sui consumi.

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