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Guida autonoma: un business che varrà il 30% in più nel 2021

Guida autonoma in Italia: prevista una crescita del business del 30% entro il 2021. Dalle Smart Road ai mezzi a guida autonoma. Scopri tutte le novità.

Gli anni passano e la deriva tecnologica e interattiva che l’industria automobilistica ha preso non ha intenzione di arrestarsi. La guida diventerà sempre più smart, autonoma, connessa, condivisa ed elettrica. 

Infatti, secondo il Direttore dell’Osservatorio Smart Car & Connected Car del Politecnico di Milano Giulio Salvadori, prevede un’importante crescita delle tecnologie digitali di bordo di almeno il 30% rispetto al 2020, anno in cui ha subìto una battuta d’arresto a causa del lockdown.

Guida autonoma: la crescita dell’OTA?

Questa corsa alla connettività comporta un cambiamento radicale nei modelli di business delle imprese. Nel breve periodo, i costruttori potranno integrare nuovi servizi di valore alla propria offerta. Servizi che possono variare dalla manutenzione predittiva all’utilizzo della realtà aumentata sul parabrezza. 

Un altro fenomeno di crescita lo sta vivendo il settore dei servizi “Over the air” (OTA). Per OTA s’intende una tipologia di scambio dati che consente l’aggiornamento del software di un dispositivo digitale tramite una comunicazione punto-punto e per mezzo di una rete wireless.

La prima la casa automobilistica ad utilizzare questo metodo per fornire aggiornamenti alle proprie autovetture con questo metodo è stata Tesla Motors. Così facendo, il proprietario dell’auto non è più costretto a recarsi presso un’autofficina. 

Nel periodo post-Covid la richiesta di servizi OTA crescerà ulteriormente. Perché? Perché gli utenti durante il lockdown hanno sperimentato l’importanza della connettività. 

Dalla guida autonoma ai laboratori urbani

La connettività nel mondo automobilistico non si ferma solo agli strumenti tecnologici di bordo. Essa può essere utilizzata anche a supporto della gestione di mobilità

Grazie alla collaborazione tra il Mise (Ministero dello sviluppo economico) e l’Agenzia per l’Italia Digitale (Agid) si è realizzato un bando di 20 milioni di euro per lo sviluppo di nuove soluzioni di mobilità autonoma, intelligente, connessa e legata alla logistica.

Anche la stessa Anas ha stanziato 1 miliardo di euro per trasformare 3 km di strade italiane entro il 2030 in Smart Road, capaci di far dialogare i veicoli tra loro o con le infrastrutture stradali. Molte città grazie all’utilizzo dell’Internet of Things e all’Intelligenza artificiale, stanno sperimentando lo Smart Parking ovvero delle App che possano creare una mappa dei parcheggi disponibili in tempo reale. “A Milano per esempio – afferma Salvadori sul La Repubblica – se tutti i parcheggi utilizzassero questo servizio, si risparmierebbero 77 ore all’anno nella ricerca del posto auto, nonché 45.000 tonnellate di CO2.” Essendo a discrezione dei singoli Comuni, si tratta di un processo lento e macchinoso che per essere accelerato necessita di una strategia a livello nazionale.

Smart city traffic lights assistance technology connecting cars in busy streets intersections isometric composition poster vector illustration

Quando si avranno dei mezzi di trasporto senza pilota?

Per la diffusione sulla guida “totalmente autonoma” bisognerà avere tanta pazienza. I primi robo-taxi,molto probabilmente, saranno sul mercato tra 10-12 anni. Ciò che ha iniziato a farsi strada è la “dronizzazione” della rete di trasporto. Il periodo di quarantena e il conseguente incremento nell’utilizzo di servizi di vendita online su Amazon ha accelerato il processo dell’utilizzo di droni per le consegne. A tal proposito, è partita la sperimentazione di YAPE, un robottino a guida autonoma che può trasportare e consegnare di tutto: dal cibo ai libri. Una curiosità riguarda l’autorizzazione dei Comuni di Torino e Parma che hanno autorizzato la sperimentazione di autobus o navette  a guida autonoma. Nonostante la guida autonoma sia già in corso di sperimentazione, bisognerà aspettare altri 7-8 anni.

America: il primo corridoio per camion a guida autonoma

Negli Stati Uniti, la startup TuSimple sta aprendo le porte alla prima “rete di trasporto autonomo al mondo”. L’azienda opera nel settore della guida autonoma e sta lavorando per l’apertura di un corridoio autostradale che si estende per oltre 1.100 miglia da Phoenix a Houston. Autostrada dedicata esclusivamente ai camion a guida autonoma per il trasporto di carichi. 

Il progetto prevede una flotta di 40 semirimorchi a guida autonoma con conducenti di sicurezza umani in cabina. Il tutto grazie alla sinergia con TuSimple che ha realizzato un software per monitorare le prestazioni su strada e i dati sulla posizione. Verranno trasportati carichi per UPS e foodservice McLane. 

Secondo Forbes, la rete di trasporto automatizzato rappresenta un’opportunità per definire come l’autotrasporto autonomo possa diventare una parte fondamentale nella catena distributiva. Le aziende che vogliono aderire a questo tipo di trasporto, possono avere dei vantaggi non indifferenti in termini di approvvigionamento.

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