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Covid19, Amazon: “Comprate di meno”

Amazon, il colosso del retail è arrivato ad un punto di carico eccessivo , dove gli ordini dei beni essenziali hanno raggiunto il picco massimo. La pandemia fa agire molti di noi in modo insolito, e la più grande azienda di e-commerce del mondo non fa eccezione. In un’incredibile tregua dalle prerogative del capitalismo, Amazon.com Inc. ha iniziato a scoraggiare gli utenti dall’acquistare prodotti di necessità secondaria.

Amazon sta sopprimendo il consumo “non necessario ” in vari modi, secondo un rapporto del Wall Street Journal. Non sta pianificando le sue normali promozioni. Non vi sta dicendo cosa hanno comprato gli altri clienti. Ha persino ritardato a tempo indeterminato il Prime Day. Il gigante del commercio al dettaglio è sopraffatto dagli ordini essenziali. Non ha bisogno di convincervi ad aggiornare la vostra TV in questo momento.

[bquote by=”Jeff Bezos” other=”CEO Amazon”]La domanda che stiamo vedendo per i prodotti essenziali è stata e rimane alta. Ma a differenza di un prevedibile aumento delle ferie, questo picco si è verificato con scarso preavviso, creando grandi sfide per i nostri fornitori e la nostra rete di consegna.[/bquote]

La situazione di Amazon Pre-Covid19

Prima della crisi, Amazon rappresentava un terzo di tutti gli acquisti online negli Stati Uniti, secondo la società di analisi dei dati eMarketer. Ogni giorno, solo nel nostro paese Amazon doveva fronteggiare tra i 20000 ed i 40000 ordini. Diciamo, quindi, che Amazon veniva già riconosciuto per la sua elevata efficienza nel sistema di consegne e nella organizzazione della supply chain attraverso una rete di fornitura vicina al cliente. Grazie alla sua crescita esponenziale , il colosso dell’e-commerce poteva permettersi di adottare strategie di marketing mirate alla massimizzazione delle vendite, segnando anche livelli record che toccavano i 9,4 miliardi di dollari di vendite durante giorni speciali, come il Cyber Monday.

L’obiettivo di Bezos era quindi, quello di effettuare delle vere e proprie guerre di prezzo, cercando di ottenere più quote di mercato possibili. Amazon è sempre stata abituata a lavorare con numeri elevati di ordini ma a causa della pandemia Covid19, Amazon ha dovuto tirare il freno, diminuendo gli investimenti nell’e-commerce al contrario di quanto stimato da Moody nel 2019.

La ricetta di Bezos contro il Covid19

Amazon ha iniziato a rimuovere finestre del suo sito, progettate per portare i clienti ad effettuare ulteriori acquisti. Ha rimosso la maggior parte dei suoi popolari widget di raccomandazione che mostrano agli acquirenti ciò che anche altre persone, con oggetti simili nel loro carrello, hanno comprato.

Quali sono i principali cambiamenti che Amazon ha adottato?

  1. La decisione di cancellare le promozioni per la festa della mamma e la festa del papà tipicamente visibili sul sito per incoraggiare la spesa.
  2. Il Prime Day, con ricorrenza annuale a Luglio, è stato rimandato a tempo indeterminato.
  3. I coupon che incoraggiano gli acquirenti a riempire i loro carrelli, sono stati ridimensionati, cercando di attirare meno l’attenzione su prodotti di “necessità secondaria”
  4. L’azienda ha anticipato che il servizio meglio conosciuto come Amazon shipping, verrà sospeso a partire dal mese di Giugno. In questo modo, interromperà un servizio che consente ai rivenditori terzi di servirsi della sua rete distributiva dopo il pagamento di una quota
  5. Bezos, ha dovuto dare la priorità a beni di prima necessità (prodotti per l’igiene, articoli sanitari e alimentari), ma grazie ad un aumento della forza lavoro (circa 175000 lavoratori in più), può già da questo mese riprendere ad accettare richieste derivanti da beni di “secondaria necessità”
  6. In Europa, l’azienda ha ritirato la sua promessa di spedizione di un giorno per i membri Prime.
  7. Amazon prevede di spendere quasi 500 milioni di dollari per l’aumento degli stipendi dei magazzinieri e dei fattorini.
credits http://money.cnn.com/

Amazon potrà tornare ad una situazione Pre-Covid19?

Internamente, Amazon ha messo in piedi una task force, formata da alti dirigenti, con il compito di studiare come e quando l’azienda sarà in grado di tornare ai tempi “normali” di consegna e selezione dei prodotti. Hanno detto che potrebbero passare più di due mesi prima che l’azienda sia in funzione alla capacità pre-pandemica, in grado, quindi, di soddisfare la domanda di prodotti di tutte le categorie e di spedire gli articoli in uno o due giorni.

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Andrea Filippinihttps://managementcue.it
Studente di Ingegneria Gestionale presso il Politecnico di Milano. Specializzando in sistemi di produzione avanzata con particolare attenzione alla produzione FMS (Flexible Manufacturing Systems). Ho sempre avuto forte interesse per la cultura aziendale ponendo l'attenzione sull'ottimizzazione della produzione a la riconfigurazione di processo all'interno della filiera manifatturiera. Lavoro con il team di ManagementCue per produrre articoli formativi e con una visione critica sugli aspetti di gestione e strategia aziendale.