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COVID-19: chi è cresciuto di più durante l’emergenza?

Il lockdown ha impattato non solo sui singoli cittadini bensì anche su aziende e sulle società nel loro complesso, provocando ripercussioni sul morale e sull’economia. In numerosi Stati, per limitare i contagi si è scelto di adottare misure restrittive importanti con divieti di assembramento e isolamenti forzati. 

Se da una parte, molte imprese sono state costrette a chiudere, d’altra parte ci sono aziende che non hanno mai smesso di essere operative. Molte di queste attività, inoltre, hanno incrementato il proprio fatturato durante l’epidemia COVID-19.

Cosa hanno in comune tutte queste aziende che hanno accresciuto il proprio volume d’affari?

Piccolo spoiler: molte di esse hanno investito sulla digitalizzazione e sulle vendite online.

Settori economici in crescita: quali sono?

Nei primi giorni di Aprile la società di ricerche di mercato Nielsen ha evidenziato nei propri report settimanali, che i primi comparti che hanno beneficiato del lockdown sono state le Grandi Distribuzioni Organizzate.

Per circa tre settimane consecutive, fino al 15 marzo, le vendite nelle GDO sono aumentate in doppia cifra rispetto all’anno precedente, raggiungendo un picco di +16,4%. Tra il 16 ed il 22 marzo si ha avuto un certo rallentamento, ma le vendite sono comunque aumentate del 5,4% confrontate con il 2019, concludendo il mese con un +2,7% registrato il 29 marzo. 

Un vero e proprio boom economico lo hanno ottenuto le vendite online, registrando un sonoro +162,1% registrate tra il 22 ed il 29 marzo, aumentando il trend di 20 punti rispetto alla settimana precedente.

Quali sono stati i prodotti più venduti?

Ancora tra i dati presenti nei report Nielsen è possibile notare la crescita dei fatturati di aziende come: Mutti, Barilla, Lavazza e Ferrero. In particolare sono aumentate le vendite di prodotti come:

  • Farine (+212, 7% rispetto al 2019 con conseguente rincaro dei prezzi);
  • Conserve rosse (+52,9%);
  • Caffè macinato (21,4%);
  • Pasta (19,3%);
  • Biscotti (+14,6%);
  • Burro (+85,9%);
  • Zucchero (+55,2%);
  • Creme spalmabili (+72,5%);
  • Miele (+67,9%);
  • Patatine (+23,5%);
  • Pop-corn (+89,8%);
  • Merendine (13,3%).

A registrare una crescita ci sono anche le aziende produttrici di cosmetici e prodotti per l’igiene della casa e della persona. Anche il settore farmaceutico ha eseguito un ulteriore passo in avanti. Prima fra tutte la Menarini che ha annunciato di aver progettato un kit che riesce a diagnosticare il COVID-19 in 20 minuti.

Vendite online: la nuova “economia del virus”

Il settore dell’e-commerce ha confermato la sua autorità anche durante l’emergenza sanitaria. Primo fra tutti Amazon, colosso del retail che è arrivato ad un punto di carico eccessivo per quanto riguarda gli ordini. Una crescita che ha portato il sito di e-commerce a scoraggiare l’acquisto di prodotti di necessità secondaria.

Ma nonostante tutto, su Amazon troviamo tra i prodotti più venduti le macchine del caffè a cialde e le ricariche per le stampanti. A trarne beneficio non sono solo i siti di e-commerce ma anche le attività accessorie come: il settore delle consegne a domicilio (cresciuto del 26% rispetto al mese precedente) e del packaging.

Anche le aziende produttrici di attrezzi sportivi è cresciuta con il lockdown. Molti amanti del fitness, non si sono lasciati scoraggiare dalla chiusura delle palestre ed hanno ordinato dal Web gli strumenti per allenarsi. Di conseguenza, aziende come la startup statunitense Peloton ha visto crescere le proprie azioni.

Il fatturato dell’estetista cinica: 13 milioni nei primi 4 mesi del 2020.

A risentirne di più degli effetti del lockdown, invece, sono stati sicuramente i settori della gastronomia, dei saloni di bellezza e dell’estetista.

Un’eccezione però è il caso di Cristina Fogazzi, meglio conosciuta come “l’estetista cinica”. Nella sua intervista al Fatto Quotidiano, spiega come ha reinventato il proprio lavoro in fase di lockdown e come abbia raggiunto 13 milioni di fatturato nei primi 4 mesi del 2020.

Ha organizzato la sua attività su due aspetti fondamentali:

  • consulenze online: dove le sue dipendenti osservano le clienti e consigliano dei prodotti;
  • E-commerce: in cui vengono proposti prodotti per il viso e per il corpo.

L’imprenditrice ha investito sulle vendite online prima dell’emergenza sanitaria, trovandosi pronta ad un’emergenza di tale portata e che prodotto un fatturato di 9 milioni tra marzo e aprile.

Quali settori economici possono crescere ancora?

Secondo Forbes, tra i settori economici che possono crescere ancora troviamo di sicuro le piattaforme di streaming come Netflix, Prime Video e Disney +. 

Oltre ai già citati settori farmaceutico e dei prodotti per l’igiene della persona, gli altri marchi considerati beneficiari di questa situazione sono:

  • Zoom (software per conferenze a distanza);
  • Teledoc (telemedicina e assistenza sanitaria virtuale);
  • Dropbox (servizi di cloud storage).

 Se il trend del lavoro da remoto dovesse in parte restare anche dopo la crisi, il valore di chi offre strumenti sempre più avanzati di teleconferenze e strumenti di registrazione audio e video potrebbe salire in maniera esponenziale. Così come la crescita di società che si occupano di produzione di server, Cisco su tutte.

Quanto tutte queste attività possano contenere il crollo del PIL, è ancora presto per dirlo ma tutto ciò che ci resta da fare è sperare in bene. 

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