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In Europa più del 54% della popolazione vaccinata: come va nel mondo?

In Italia, e più in generale in Europa, lo stato vaccinale della popolazione ha raggiunto tassi più o meno elevati. Tuttavia, non tutte le aree del mondo possono dire altrettanto.

Categorie Business · Covid-19 · Logistica

Dopo circa 10 mesi dall’inizio della campagna vaccinale viene naturale chiedersi: “a che punto siamo con le vaccinazioni nel mondo?”. Non tutti i Paesi e i Continenti hanno avuto lo stesso accesso alle scorte di vaccini o avuto lo stesso tasso di vaccinazione. In Italia, nonostante tutto, la campagna vaccinale sta andando avanti. Fino al 30 ottobre 2021 più dell’86% della popolazione italiana over 12 ha ricevuto almeno una dose e quasi l’83% ha completato la vaccinazione, più di 2 punti rispetto al 15 ottobre, giorno in cui è entrato in vigore l’obbligo di Green Pass per recarsi sul luogo di lavoro. Solo alcuni Paesi possono vantare percentuali simili alle nostre e il gradiente si allarga ulteriormente se confrontiamo il nostro tasso vaccinale con i paesi più poveri.

Vaccinazioni nel mondo: quali sono le aree geografiche in cui si vaccina di più?

Nonostante abbia iniziato con un leggero ritardo, l’area europea continentale risulta, ad oggi, quella in cui la campagna vaccinale ha avuto una maggiore diffusione.

Andamento delle vaccinazioni nel Mondo e nei continenti
Andamento delle vaccinazioni nel Mondo e nei continenti

Come prevedibile, al secondo posto per percentuale, troviamo il Nord America. All’ultimo posto, con un marcato distacco, troviamo il continente africano. Ecco una tabella riassuntiva:

Percentuali di persone vaccinate nel Mondo e nei continenti
Percentuali di persone vaccinate nel Mondo e nei continenti

Numeri alla mano vediamo che nel mondo, complessivamente, meno di quattro persone su 10 hanno ricevuto il vaccino.

Esaminiamo questi numeri più nel dettaglio.

Statistiche statunitensi

Vaccinazioni in Nord America.
Dalla curva, si può osservare come la velocità di vaccinazione in Usa sia diminuita prima di raggiungere il 40% di popolazione vaccinata. Dati OurWorldinData

Come forse ricorderete, i primi vaccini ad essere approvati da FDA sono stati i due vaccini a mRNA, Pfizer-BioNTech e Moderna, entrambi di matrice americana. Questo ha fatto sì che gli Usa iniziassero prima di tutti con la vaccinazione di massa, consentendo agli Stati Uniti di essere una delle prime Nazioni a vedere la luce in fondo al tunnel della pandemia. Tuttavia, a più di 10 mesi dall’inizio della vaccinazione di massa, gli Usa non sono né il paese col tasso di vaccinazione più alto del mondo né del Nord America. Il Canada, infatti, supera di ben 17 punti percentuali il tasso di vaccinazione degli Stati Uniti.

Le ragioni del non vaccino degli statunitensi

Un po’ com’è accaduto in Italia, il tasso di vaccinazione ha avuto un fisiologico calo con un conseguente appiattimento della curva: solo che, nel caso degli Usa, la copertura non raggiunge nemmeno il 60% della popolazione totale, mentre in Italia siamo circa al 75%. Le ragioni sono variegate. Da un’indagine è emerso che tra gli under 50 la stragrande maggioranza dei non ancora vaccinati è repubblicana: un dato che sembra sposarsi con quello che vede gli stati a maggioranza Rep con una copertura molto più bassa rispetto agli stati Dem. Tra le altre ragioni, vi sono quella dello scetticismo verso i vaccini anti-covid, la sfiducia nelle case farmaceutiche, la paura degli effetti a lungo termine, la fiducia nel proprio sistema immunitario, o per ragioni economiche: secondo ISPI, due lavoratori su dieci non si vaccinano per evitare la possibile breve convalescenza collegata all’iniezione.

L’origine: i vaccini in Asia

C’è da chiedersi come stia andando la vaccinazione nel punto del mondo da cui è nato tutto, ovvero la Cina. Come possiamo vedere, essa ha un tasso di vaccinazione piuttosto elevato, se teniamo in conto anche l’enorme popolazione cinese che si attesta oltre il miliardo e 400 milioni.

dati vaccini Asia, Cina.
Si può osservare un gradino nelle percentuali di persone vaccinate non appena la Cina ha iniziato a pubblicare i suoi dati. Dati OurWorldinData

A fronte di una media poco superiore al 40% dell’intera Asia, la Cina svetta con oltre il 70%. L’altro colosso asiatico, l’India, non ha ancora raggiunto nemmeno il 25%.

Inoltre, l’entità dei dati cinesi è cosi consistente da far registrare uno scalino sia nelle statistiche asiatiche che in quelle mondiali. Prima della fine di luglio, infatti, non era possibile conoscere lo stato vaccinale della Cina.

Le vaccinazioni in Africa

In Africa, come prevedibile, la situazione è molto diversa dalle altre macro-aree geografiche. A fronte di una popolazione che eccede il miliardo e 300 milioni di persone, meno del 6% della popolazione è stata vaccinata. Fatta eccezione per le Seychelles, dove la percentuale di persone vaccinate è vicina all’80%, e le Mauritius, che vedono una percentuale intorno al 70%. Gli unici grandi Paesi ad avere percentuali significative di persone vaccinate sono il Marocco (circa il 60%) e la Tunisia (quasi il 40%).

Nonostante l’enorme percentuale della propria popolazione vaccinata, le Seychelles non incidono molto sulla percentuale totale. Dati OurWorldinData

Perché l’Africa è così indietro con le vaccinazioni rispetto al resto del mondo?

Le ragioni sono molteplici e tutte più o meno complicate. Tolte le ragioni culturali e pregiudiziali di una parte della cittadinanza (che, come abbiamo visto, sussiste anche negli Usa), l’assenza di una rete distributiva che sia capillare ed efficiente pesa come un macigno nella logistica africana. Non sono pochi, infatti, i casi in cui gli stati africani non sono riusciti a somministrare per tempo le dosi di cui disponevano. Per fare qualche esempio, il Malawi ha dovuto distruggere 20 mila dosi di AstraZeneca poiché la data di scadenza era ormai stata superata. Oppure, ancora, la Repubblica Democratica del Congo ha dovuto rinunciare a 1,7 milioni di dosi che non sarebbe stata in grado di somministrare.

Vaccinare il mondo per sconfiggere la pandemia

Dato l’impatto incredibilmente positivo che i vaccini hanno avuto sulla pandemia appare, quindi, doveroso compiere uno sforzo congiunto per favorire un tasso di immunizzazione soddisfacente anche nei paesi più poveri. Affrontare in modo compatto la pandemia ed il problema delle vaccinazioni nel mondo, di fatti, potrebbe essere il primo passo per affrontare con il giusto piglio altri problemi di portata globale.

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