UnipolSai e Unipol hanno comunicato la cessione dell’intera partecipazione detenuta in Unipol Banca, a BPER Banca, a fronte di un corrispettivo in denaro pari a 220 milioni di euro. Parallelamente UnipolReC ha rilevato dalla stessa Bper Banca due distinti portafogli costituiti da sofferenze, uno di titolarità di BPER e uno di Banco di Sardegna per un valore lordo pari a 1,3 miliardi di euro, a fronte di un corrispettivo in denaro di 130 milioni di euro, pari a circa il 10% del valore lordo del portafoglio.

Con questa operazione Unipol ha completato il processo di riqualificazione della propria strategia nel comparto bancario, uscendo così dalla gestione diretta di una banca di medie dimensioni, per assumere un ruolo di investitore stabile di uno dei principali gruppi bancari italiani.

L’operazione di Unipol

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Carlo Cimbri, amministratore delegato di Unipol, ha commentato così l’operazione:

“cambia radicalmente la posizione di rischio di Unipol, perché fino a quando la banca era nel perimetro del gruppo Unipol sarebbe stata “costretta a metterci i soldi” nel caso in cui, anche a seguito delle richieste del regolatore, ci fosse stata l’esigenza di ricapitalizzare.”

Sul bilancio di Unipol, la vendita di Unipol Banca è costata 338 milioni di minusvalenze, e 50 milioni su quello di UnipolSai. Questa cessione, come spiegato dalla compagnia:

completa il processo di riqualificazione della propria strategia nel comparto bancario, accentuando la focalizzazione sul core business assicurativo e valorizzando la partecipazione detenuta in Bper Banca, supportandone il processo di crescita con potenzialità di sviluppo di ulteriori business in futuro.

BPER prevede adesso di “razionalizzare” la sua rete e di “integrare la sede” della banca bolognese con la propria. Unipol Banca, una volta acquisita e fusa in BPER, “scomparirà” e “diventerà Bper banca”, ha detto Cimbri. Unipol d’altro canto intende salire dal 15 al 20% del capitale di Bper.

I conti del 2018

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Il Gruppo Unipol ha registrato, nel corso del 2018, un risultato netto consolidato che si attesta a 645 milioni di euro, rispetto ai 598 milioni del 2017.

L’esercizio 2018 chiude così il triennio del piano industriale 2016-2018 del gruppo Unipol, in cui sono stati raggiunti, come spiegato dalla società, i target di utile, redditività, solidità patrimoniale e remunerazione per gli azionisti. Gli utili ordinari consolidati cumulati del gruppo sono stati pari a 1,847 miliardi di euro (rispetto a una forchetta attesa tra 1,5 e 1,7 miliardi di euro), con dividendi cumulati per 386 milioni di euro (circa 400 milioni di euro il target).

Nel 2018, il risultato consolidato ante imposte del comparto assicurativo è pari a 1,351 miliardi di euro (+33,1% sul 2017). A tale risultato contribuiscono il settore danni per 730 milioni di euro (687 milioni nel 2017) e il settore Vita per 621 milioni di euro (328 milioni nel 2017).

L’indice di solvibilità di gruppo vede un rapporto tra fondi propri e capitale richiesto pari al 163%, rispetto al 166% del 31 dicembre 2017 e a fronte di un obiettivo del piano industriale tra 120 e 160%.

La chiusura dell’operazione dovrebbe avvenire entro il terzo trimestre del 2019, che resta “subordinato” al via libera delle authority e dell’antitrust.