Home » Total Quality Management: “zero difetti, zero errori”

Total Quality Management: “zero difetti, zero errori”

Categorie Produzione
welfareweb.worpress.com

L’approccio del TQM(Total Quality Management) nasce in Giappone per poi essere sviluppato e applicato rapidamente su vasta scala agli inizi degli anni ’80 negli Stati Uniti che, a partire dalle idee iniziali di Edward Deming e Joseph Juran, ne fanno uno dei pilastri della loro rinascita industriale. Il presupposto principale secondo tale filosofia è quello del raggiungimento dell’obiettivo (mission) aziendale da parte di tutta l’impresa. Ciò comporta il coinvolgimento e la mobilitazione dei dipendenti e la riduzione degli sprechi in un ottica di ottimizzazione degli sforzi. Ciò implica che le cose vengano fatte bene la prima volta e che difetti e sprechi vengano piano, piano ridotti fino ad essere eliminati. Il TQM è dunque basato sulla partecipazione di tutti i membri di un’organizzazione allo scopo di ottenere un successo di lungo termine attraverson la soddisfazione del cliente e benefici tutti a vantaggio dei lavoratori e della società. Secondo i giapponesi il Total Quality Management si compone di quattro processi:

  • il Kaizen: si focalizza sul miglioramento continuo;
  • l’Atarimae Hinshitsu: si concentra sul fatto che le cose debbano funzionare esattamente come ci si aspetta che facciano, sugli effetti intangibili dei processi e sul modo di ottimizzarli;
  • ilKansei: attraverso l’analisi delle modalità secondo le quali un utilizzatore usa un prodotto, porta al miglioramento del prodotto stesso;
  • ilMiryokuteki Hinshitsu: sviluppa l’idea secondo cui oggetti debbano avere anche una qualità di tipo estetico.

A partire dal 1987 sono state emanate delle norme volontarie mirate a fissare per le organizzazioni i requisiti necessari verso un approccio alla qualità (approccio che, comunque, rimane secondo la maggioranza delle interpretazioni e soprattutto delle applicazioni distante da quello previsto dal TQM). Nella norma UNI EN ISO 9004:2000 (e 9001:2008) sono stati definiti gli otto principi di gestione per la qualità:

  1. Orientamento al cliente
  2. Leadership
  3. Coinvolgimento del personale
  4. Approccio per processi
  5. Approccio sistemico alla gestione
  6. Miglioramento continuo
  7. Decisioni basate sui dati di fatto: analisi vendite, statistiche e analisi di marketing, feedback dai clienti, indicatori macro e micro economici.
  8. Rapporti di reciproco beneficio coi fornitori.

Un’azienda che decide di implementare la logica del TQM ha davanti a sé due possibilità di scelta: modificare i sistemi oppure modificare la cultura. L’intervento sui sistemi implica il rispetto dei requisiti fissati dallo standard ISO 9000, attraverso documentazione sistematica e monitoraggio continuo. L’intervento sulla cultura implica invece la definizione della già citata “missione aziendale” e di alcuni “valori guida“, che stimolino un atteggiamento nuovo verso il lavoro e verso i clienti tra i quali:

  • l’aumento di responsabilità dei collaboratori e il miglioramento continuo (introduzione di team e gruppi di lavoro per la soluzione dei problemi, con il miglioramento costante dei prodotti e dei servizi);
  • il miglioramento del processo produttivo con metodi del controllo statistico;
  • la ridefinizione del ruolo della supervisione dando ai supervisori la possibilità di indicare al management i punti deboli sui quali agire.

 

Al giorno d’oggi molte imprese considerano l’applicazione del TQM un costo aggiuntivo che a volte conviene scansare. A tal proposito non si tratta solo di valutare l’onere economico nell’implementare tale approccio ma piuttosto quanto costerebbe in termini di efficienza organizzativa, di soddisfazione del cliente e soprattutto in termini di maggiore o minore competitività. E si perché il Total Quality Management è sicuramente fonte di vantaggio competitivo per l’impresa in base a un approccio globale e coerente che interessa tutte le funzioni aziendali; una strategia improntata alla Qualità totale ha come obiettivo la soddisfazione di tutte le parti interessate (clienti, fornitori e parti sociali, maestranze, management e azionisti). L’output aziendale non è più solo il prodotto/servizio: l’azienda produce qualità.

2 commenti su “Total Quality Management: “zero difetti, zero errori””

  1. un accenno alla uova edizione della norma ISO 9000 in corso di elaborazione avrebbe dato una ulteriore prospettiva al discorso

    Rispondi
    • L’articolo è imperniato sul concetto di TQM descrivendone il profilo caratteristico attraverso la messa in luce dei suoi tratti principali. Pertanto, volutamente, è stato tralasciato l’approfondimento della norma ISO 9000. Ci riserviamo in futuro la possibilità di approfondirla meglio. Grazie dell’appunto.

      Cordiali saluti,
      Francesca Granatiero, Close-up Engineering

      Rispondi

Lascia un commento