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TikTok: tra accuse USA, sede a Londra e fake news

Secondo il governo USA TikTok fornirebbe al governo cinese i dati dei suoi utenti. TikTok si difende e progetta di spostare la propria sede a Londra. Nel frattempo rimossi 29.000 video...

Non è un caso che TikTok in questi giorni stia facendo molto parlare di sé. I principali motivi sono le accuse del governo USA secondo cui il social fornirebbe al governo cinese i dati dei suoi utenti, le varie smentite della compagnia, i rumors secondo cui il social “made in Bejin” sposterà la sua sede a Londra e la notizia secondo cui TikTok avrebbe rimosso 29.000 video contenenti fake news, alcuni dei quali sul coronavirus. Ma andiamo con ordine…

Il fenomeno TikTok

Se le notizie che riguardano TikTok hanno molta risonanza è grazie alla popolarità raggiunta dal social network cinese in tempi brevissimi. Lanciata nel settembre del 2016, TikTok è un’applicazione che permette di creare e condividere brevi video, con una base di utenti molto giovane (più del 60% degli utenti ha un’età compresa tra i 10 e i 29 anni). La crescita di TikTok è stata spaventosa: nel 2019 ha avuto un tasso di crescita del 97% negli USA e oggi conta oltre 2 miliardi di download al mondo tra Apple Store e Google Play, di cui 315 milioni solamente nel primo trimestre di quest’anno.

L’accusa degli USA e la minaccia di ban

Qualche settimana fa, in un’intervista, il Segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, alla domanda “consiglierebbe di scaricare TikTok?”, ha risposto “solo se volete che le vostre informazioni private finiscano nelle mani del Partito Comunista Cinese”. Quando il giornalista ha incalzato chiedendo se avrebbero bannato le app cinesi dagli USA, Pompeo ha risposto che era una questione che la Casa Bianca stava valutando. Risposta immediata di TikTok: “Non abbiamo priorità più alta che promuovere una app experience sicura e rassicurante per i nostri utenti. Non abbiamo mai fornito dati degli utenti al governo cinese, né lo faremmo se ce lo chiedessero”. Solo pochi giorni prima l’India aveva bannato 59 applicazioni di proprietà di aziende cinesi, tra cui, appunto, TikTok. Anche l’Australia starebbe valutando il ban dell’applicazione cinese.

La risposta di TikTok e il quartier generale a Londra

La posizione di TikTok è stata ribadita da Theo Bertram, capo delle public policy di TikTok per l’Europa, il Medioriente e l’Africa: “l’insinuazione secondo cui saremmo sotto il controllo del governo Cinese è totalmente falsa”. La compagnia proprietaria di TikTok, ByteDance, la cui sede è a Pechino ma che risulta domiciliata alle Isole Cayman, ha già intrapreso un dialogo con il governo UK per il trasferimento del suo quartier generale a Londra. Attualmente TikTok ha un migliaio di dipendenti in Europa, la maggior parte dei quali in Irlanda e UK. Secondo alcune stime, il trasferimento della sede di TikTok in UK potrebbe creare altri 3.000 posti di lavoro.

Rimozione di fake news

Ieri, invece, la stessa TikTok ha comunicato di aver rimosso in Europa oltre 29.000 video contenenti sospette fake news, di cui 3.000 contenenti disinformazione medica. La politica più stringente adottata dal social ha portato, infatti, ad un controllo più attento sui contenuti sospettati di diffondere fake news, specie in ambito medico sanitario, così come avvenuto per molte altre piattaforme. Secondo Theo Bertram, i contenuti che hanno violato le linee guida di TikTok si sono limitati ad un numero contenuto. L’applicazione, comunque, su tutti i contenuti che fanno riferimento al coronavirus mostra un banner che rimanda a fonti affidabili e verificate sul tema. Nonostante secondo il report annuale del social nella seconda metà del 2019 siano stati rimossi 49 milioni di video – soprattutto per nudità e contenuti sessualmente espliciti – i video rimossi da TikTok per violazione delle policy corrisponderebbero solamente all’1% di tutti quelli caricati.

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Antonio Donadiohttps://managementcue.it
Studente magistrale di ingegneria gestionale con laurea triennale in ingegneria meccanica. Appassionato di project management, con forte interesse verso i temi legati alla sostenibilità - sociale, ambientale ed economica- e verso le nuove tecnologie. Amante di musica ed enogastronomia, vorace lettore (e adesso anche autore).