Lavorare da casa senza bisogno di recarsi in ufficio? Smart Working (lavoro agile) è la parola magica. Nel nostro paese sono già molte le grandi imprese coinvolte. Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio del Politecnico di Milano si parla di 250mila i lavoratori “smart” anche se si tratta di un numero destinato a crescere, come dimostra la scelta intrapresa da Ferrero. L’azienda di Alba lo scorso aprile ha infatti dato il via ad un progetto pilota dedicato a 100 dipendenti.

In questi giorni, Ferrero, ha annunciato che dal 29 gennaio 2018 estenderà il lavoro smart ad altri 250 lavoratori dello stabilimento di Alba.

La nuova frontiera del lavoro

Smart Working
smartnation.it

Quando parliamo di Smart Working facciamo riferimento ad una nuova dimensione del lavoro, un nuovo paradigma che sfrutta:

  • Mobility,
  • Unified Communication & Collaboration 
  • Social Computing

La combinazione di queste caratteristiche favorisce la produttività individuale permettendo anche una significativa flessibilità rispetto al posto di lavoro. L’obiettivo è quello di cambiare i concetti del lavoro tradizionale, favorendo lo sviluppo di nuovi modelli di lavoro più efficaci ed efficienti.

In tutto questo Ferrero non resta a guardare e sta perseverando su questa strada. Il primo esperimento, iniziato ad aprile è riuscito perfettamente, come dimostrano i numeri e i feedback dal personale. In un semestre lo Smart Working ha permesso di risparmiare circa 5000 ore di viaggio. I dipendenti hanno svolto circa 12mila ore di lavoro dalla propria abitazione. Sia gli impiegati che i manager sono rimasti soddisfatti dei risultati ottenuti. E questo nuovo approccio al lavoro non ha avuto ripercussioni negative sulla produttività dell’azienda.

Anzi tutto il contrario. I lavoratori coinvolti nel progetto non hanno riscontrato problemi nel coordinamento con i colleghi, nella condivisione delle informazioni e nemmeno nella gestione delle urgenze. Hanno apprezzato la dimostrazione di fiducia da parte dell’azienda. Tutto questo ha influito positivamente non solo sulla capacità individuale di organizzare il proprio tempo, sul rispetto delle scadenze e sull’autonomia nella gestione del lavoro ma soprattutto anche sull’umore e sulla motivazione dei soggetti coinvolti.

In una nota diffusa da Ferrero si legge:

“I feedback ricevuti dai colleghi coinvolti e da tutte le funzioni aziendali parlano di un’elevata produttività, di grande senso di responsabilità e di apprezzamento per la dimostrazione di fiducia da parte della nostra Azienda. Flessibilità, fiducia, autonomia, responsabilità e modernità: sono le caratteristiche tipiche di questa forma di lavoro in cui crediamo, tanto che è bastata una sperimentazione relativamente breve per decidere di estendere il progetto”.

E proprio per questo motivo che il gruppo ha deciso di continuare su questa strada. Finalmente il lavoro 2.0 sta prendendo sempre più piede anche nel nostro paese.