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Qualità d’insegnamento: la corretta valutazione del docente

Accantonata e forse mai realmente considerata decisiva negli ultimi decenni, la valutazione dei docenti e in generale quella dell’output del sistema scuola, costituisce un’importante linea di condotta dell’ingegneria gestionale incanalata nel ramo della “qualità”.

La legge 107/2015, allineandosi con quelle che sono le linee guida europee e per rispondere alle continue sollecitazioni, stabilisce la valutazione dei docenti sulla base:

  1. della qualità dell’insegnamento e del contributo al miglioramento dell’istruzione scolastica, nonché del successo formativo e scolastico degli studenti;
  2. dei risultati ottenuti dal docente o dal gruppo di docenti in relazione al potenziamento delle competenze degli alunni e dell’innovazione didattica e metodologica, nonché della collaborazione alla ricerca didattica, alla documentazione e alla diffusione di buone pratiche didattiche;
  3. delle responsabilità assunte nel coordinamento organizzativo e didattico e nella formazione del personale.

L’atteggiamento passivo e disinteressato, la scarsa importanza attribuita al controllo e al monitoraggio dell’operato scolastico di insegnanti e amministrativi ha innescato meccanismi inefficienti e molto poco produttivi a cui si affianca inevitabilmente la riduzione di certificazione di qualità e compilazione di documenti.

Se si vuole risolvere o quanto meno far prendere al fenomeno corsie diverse, può essere necessario far riferimento ad un approccio scientifico e tipico della disciplina manageriale. Occorre porsi e dare risposta alle seguenti domande:

  • Qual è la mission della scuola?
  • Quale strategia si può adottare per approssimare la finalità del sistema?
  • Quali sono le modalità operative che concretizzano l’ipotesi d’intervento?
  • Come valutare le scelte compiute?

Lo strumento che consente, a partire dalla scorsa estate, agli istituti scolastici di valutare e tenere sotto attento controllo le proprie performance scolastiche, è il format attraverso il quale viene stilato il Rapporto di Autovalutazione. Tale documento articolato in 5 sezioni, prevede l’utilizzo di 49 indicatori attraverso i quali le scuole potranno “fotografarsi” individuando così punti di forza e di debolezza. Mettendo a confronto questi dati con quelli di riferimento nazionali e internazionali è possibile elaborare strategie per rafforzare la propria attività educativa. Con la presentazione del format del Rapporto di Autovalutazione inizia a prendere corpo il Sistema Nazionale di Valutazione.

“La scuola italiana si dota oggi di uno strumento fondamentale che è quello della valutazione del sistema nazionale- ha spiegato il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini – Bisogna dire con chiarezza che la valutazione non è una classifica, non serve per produrre graduatorie da cui risultino perdenti o vincitori. E’ lo strumento fondamentale per capire i punti di forza e debolezza e per far sì che la scuola possa assolvere, migliorandosi, a quella che è la sua missione fondamentale, la missione educativa. È giusto quindi che il nostro sistema educativo, come abbiamo scritto anche nel documento ‘La Buona Scuola’, intraprenda uno strutturato processo di riflessione su se stesso, teso alla pianificazione e al suo miglioramento. La valutazione non è uno scopo, ma è uno strumento che serve a raggiungere uno scopo: migliorare e mettere a frutto il potenziale di ogni singola scuola. Se noi non conosciamo nel dettaglio che cosa accade dentro le scuole e non mettiamo a sistema i fattori che ‘fanno’ una buona scuola, ci priviamo di uno strumento importante, per migliorare e intervenire su aree di sofferenze e promuovere in modo sistematico le sue eccellenze”.

Il raggiungimento della massima qualità d’insegnamento, dunque, dovrà essere intesa oggi più che mai obiettivo di performance, performance che dovrà essere migliorata e ottimizzata attraverso l’aggiuntiva elezione di un comitato, il Comitato per la valutazione dei docenti, di durata triennale. Oltre a stabilire i requisiti della qualità dell’insegnamento e del successo formativo degli studenti, i membri del Comitato sono responsabili della valutazione dei risultati ottenuti in relazione alle competenze degli studenti e del contributo alla ricerca didattica. Infine, a carico del Comitato, si sottolinea l’assunzione delle responsabilità assunte nel coordinamento organizzativo e didattico e nella formazione del personale.

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Francesca Granatiero
Francesca Granatiero nasce a San Giovanni Rotondo, classe 1988. Frequenta il Liceo Scientifico a Manfredonia per poi intraprendere, conseguito il diploma, la facoltà di Ingegneria Gestionale presso il Politecnico di Bari. Iscrittasi al corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale presso lo stesso Politecnico di Bari consegue il titolo di Esperto in sistemi (SGA) per la gestione delle PMI. Diventa referente e scrittrice per la rivista Close-up Engineering nel settembre 2014 ad oggi. Consegue la laurea in Ingegneria Gestionale Magistrale nel dicembre 2015. Pur avendo un’impronta scientifica e assorta nell’ affascinante mondo dell’ingegneria, è molto appassionata di letteratura classica. D’indole “sognatrice” nel tempo libero ama leggere e viaggiare.