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“Perché dovrei sceglierti?” Top HR Manager danno la risposta

La selezione è andata molto bene, tutti i test superati, ma ecco che giunge la fatidica domanda durante il colloquio:

“Perché dovrei scegliere proprio te?”

L’interrogativo, seppur banale, è chiaramente mirato:

[bquote by=”Ferrero” other=”HR office”]Il responsabile HR o il manager dell’azienda che fa questa domanda vuole capire se il candidato possiede le caratteristiche richieste per la posizione oggetto del colloquio e se si tratta della persona giusta rispetto alla cultura e ai valori dell’azienda[/bquote]

Panico. Non sai che dire, la lingua si attorciglia e dalle corde vocali non viene emesso alcun suono. Come evitare ciò? Preparandosi. Ecco quindi l’opinione di alcuni HR delle più importanti aziende in Italia riguardo la possibile risposta.

Ferrero

[bquote by=”Ferrero” other=”HR office”] Premesso che il primo consiglio è di essere sempre onesti durante un colloquio, la risposta migliore da dare è quella che valorizza le caratteristiche personali o gli eventuali risultati lavorativi che confermino di essere la persona giusta per la posizione e per l’azienda che sta effettuando la selezione[/bquote]

Al fine di fornire una risposta accurata appare dunque necessario presentarsi con cognizione di causa riguardo ciò per cui ci si sta proponendo, analizzando minuziosamente sia le mansioni della posizione aperta che l’azienda nel complesso.


Hays


[bquote by=”Marco Oliveri” other=” Director di Hays, società di ricerca e selezione del personale specializzata nel middle e top management”] Raccogliere informazioni sull’azienda e sulla posizione è fondamentale per elaborare una risposta profonda. La preparazione e l’approfondimento fanno la differenza. La domanda posta dagli HR, infatti, è a tutti gli effetti una domanda aperta che viene fatta affinché il candidato possa argomentare il più possibile, facendo capire le proprie motivazioni e qualità. Un altro consiglio d’oro è quello di fare domande ai recruiter. Chi fa domande denota curiosità, una dote che di solito è ben apprezzata dai manager HR. Un esempio di domanda tipo? Si possono chiedere maggiori dettagli sulla posizione che si andrà a ricoprire, ma anche sulle politiche di incentivazione del personale messe in atto dall’azienda, per capire se è un ambiente in cui si può crescere [/bquote]


Riassumendo, dunque, occorre essere autorevoli e curiosi. Il mix delle due qualità potrebbe risultare un cocktail vincente da servire al tavolo degli HR. Preparatevi, quindi, non solo sull’azienda, ma anche sui competitor, sul mercato tutto, al fine di far comprendere al recruiter come voi siate una persona che va oltre il “compitino” canonico.

Enel

[bquote by=”Lea Tarchioni” other=”Responsabile Risorse Umane e Organizzazione Italia di Enel”] Premesso che una risposta giusta in assoluto non credo esista, certamente mi aspetto che le persone che intendono lavorare con noi siano in linea, innanzitutto, con i nostri valori fondamentali: fiducia, responsabilità, innovazione, proattività. Mi piacerebbe, quindi, che il candidato che ho di fronte si dimostrasse curioso e pronto a cogliere le mutevoli sfide che il contesto di business continuamente ci pone, che fosse aperto alle opportunità di crescita che l’azienda offre, mettendosi in gioco senza preclusioni e pregiudizi, e in grado di portare punti di vista nuovi e ‘alternativi’ senza paura di sperimentare e commettere errori, perché non esistono altri modi per imparare e crescere [/bquote]

Siate perciò “brave”, “coraggiosi”, non abbiate paura di parlare dei vostri sbagli se questi vi hanno fatto crescere. Mostratevi trasparenti, limpidi, solo così vi sarà un immediato rapporto di fiducia, senza filtro. Dimostratevi quindi proattivi, affamati e consapevoli di ciò che potete portare all’azienda.

Booking.com Italia

[bquote by=”Booking.com Italia” other=”HR office”] Ciò che per noi è particolarmente importante è che ci sia un’aderenza tra il candidato e i nostri valori aziendali. Non esiste tendenzialmente una riposta più adatta. Ciò che impressiona maggiormente è quando si è di fronte a un candidato ben preparato, che ha raccolto informazioni su di noi, in particolar modo se conosce i nostri valori aziendali, se ha compreso la nostra cultura dimostrando un sincero interesse e curiosità per la nostra azienda[/bquote]

Anche qui, come un po’ tutte le risposte degli HR, emerge come sia richiesta una duplice affinità con l’azienda: è richiesta infatti sintonia sia professionale che morale. Informatevi sui valori dell’azienda, valutate se si riflettono sui vostri, sentitevi liberi di chiedere…in poche parole, lasciate a casa la timidezza, osate!

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Alberto Girardellohttps://managementcue.it
Scrivo per la voglia di dire qualcosa