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Pellicce, STOP all’allevamento di animali per abbigliamento

Svolta storica! Dal 2022 in Italia sarà vietato l'allevamento e l'uccisione di animali per l'abbigliamento. Vittoria per la Lav, Lega Anti Vivisezione. Contraria l'Associazione Italiana Pelliceria.

Categorie Economia · Marketing · Produzione
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Mai più pellicce vere. La manovra 2022 ha approvato un emendamento animalista. Entro il 30 giugno 2022 agli allevatori sarà vietato l’allevamento e la riproduzione in cattività di visoni, volpi, procioni e cincillà o di qualsiasi animale per ricavarne una pelliccia.

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Pellicce, cosa prevede la manovra

Con la manovra di bilancio, scatta il divieto di allevare, di riprodurre in cattività e di uccidere tutti gli animali la cui pelliccia è rinomata per produrre capi di abbigliamento. La misura dell’emendamento, approvato dalla commissione Bilancio di Palazzo Madama, consente in deroga agli allevamenti già esistenti di mantenere gli animali presenti nella struttura non oltre il 30 giugno 2022. Sono stati stanziati circa 3 milioni di euro nel 2022 come indennizzo per gli allevamenti.

Qualora un’azienda detenga ancora il codice attività, che siano presenti o meno animali, le sarà riconosciuto un indennizzo a fondo perduto per ogni animale presente alla data di entrata in vigore dell’emendamento. Tale contributo sarà pari al 30% del fatturato registrato nell’ultimo ciclo produttivo fino ad un massimo di Euro 10.000 e dovrà servire per la copertura delle spese per la demolizione dell’impianto o la riconversione in altra attività agricola. A queste aziende sarà riconosciuta una corsia preferenziale per l’assegnazione dei fondi del PNRR qualora decidano di svilupparsi nell’ agrovoltaico o nella creazione di parchi agrisolari. Gli animali potranno essere ceduti alle associazioni di protezione purché riconosciuti dal Ministero della Salute.

Origine della pelliccia

Le pellicce, si sa, sono il capo per eccellenza indossato dagli uomini preistorici per proteggersi dal freddo. Basta aprire un qualsiasi libro di storia delle scuole medie per imbattersi in immagini di ominidi con la pelliccia.

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Con il tempo però, quello che era considerato un indumento necessario è diventato un indumento di moda. Un indumento bello e a tratti mistico. Nell’antica Grecia erano le divinità ad indossare la pelliccia. Ercole, figlio di Zeus ed Alcmena, era ricoperto dalla pelle di leone. Dioniso dalla pelle di cerbiatto. Oggi la pelliccia è diventata un capo associato al mondo del lusso e dell’eleganza.

La pelliccia nel mondo della moda

La pelliccia è uno dei must have nel mondo della moda. E nessuno lo nasconde. Da Armani a Prada, da Woolrich a Michael Kors ognuno fa indossare una pelliccia durante una propria sfilata. Ma quasi tutte le maison stanno facendo un cambio di rotta abbandonando il vecchio sistema produttivo nel rispetto della vita degli altri esseri viventi.

Il caso Woolrich

Qualche anno fa, si è diffusa la notizia che il famoso giubbotto Woolrich fosse abbellito con il pelo di coyote. Si, il pelo del più famoso Willy che rincorre perennemente ed inutilmente Road Runner al suono di “beep beep”. Che poi questo dettaglio non è neanche un dettaglio nascosto. Basta guardare l’etichetta. Dubito che a qualcuno potesse sfuggire la scritta “pelliccia di Coyote”. Non tutte le grandi firme americane però si comportano in questo modo. Abercrombie, ad esempio, vende nei suoi store solamente pellicce sintetiche.

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Tornando alla manovra salva cincillà del 2022, non tutti gli imprenditori italiani la vedono di buon occhio. Secondo il Sole24Ore, l’Associazione Italiana Pellicceria sembra contraria a questa decisione. Sarebbe l’ennesimo colpo ad un settore già fortemente colpito dalla pandemia da Covid-19. L’AIP si è espressa in questo modo:

Questo voto cancella un pezzo di made in Italy e un intero settore produttivoin un momento storico che vede una pandemia in corso e una nazione nuovamente provata dalla permanenza del virus. Gli allevamenti di visoni italiani sono un’attività legittima, regolamentata, certificata, controllata. Garantiscono una produzione di qualità, sono ispezionati da revisori autonomi e seguono il protocollo per il benessere degli animali in allevamento “.

Associazione Italiana Pellicceria

Come si può parlare di benessere quando si tratta di un animale in allevamento? E soprattutto c’è davvero bisogno di indossare una pelliccia per dimostrare che si è ricchi? Perché, diciamolo chiaramente, oggi indossare una pelliccia è solo uno status symbol. Non si indossa la pelliccia perché si ha freddo o meglio, non si indossa la pelliccia solo perché si ha freddo. Lo si fa per dimostrare qualcosa. E quel qualcosa è l’ostentazione della ricchezza, del lusso, dell’agio. “Me lo posso permettere”. Fa nulla se in questa frase ci sono tanti cincillà morti. Tanti visoni sguaiati. Tante volpi sgozzate. Ma onestamente non sarebbe meglio coccolarlo un cincillà piuttosto che ucciderlo per indossarlo?

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FONTI VERIFICATE

Camera.it

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