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Olimpiadi 2026: le infrastrutture all’avanguardia che fanno quadrare i conti

Le olimpiadi del 2026 si svolgeranno in Italia precisamente nel nord-est. L’Italia è riuscita ad imporre la propria candidatura, attraverso la città simbolo Milano, vincendo la sfida con la Svezia che aveva proposto Stoccolma.

Come per le olimpiadi del 2024 e 2028, si può notare una scarsa concorrenza per queste manifestazioni. Il motivo è molto semplice. Nel corso degli anni, l’evento sportivo si è rivelato molto oneroso in particolare per tutte quelle nazioni che non hanno strutture omologate secondo la normativa del CIO, e quindi devono incrementare gli investimenti per ristrutturarle.

In generale, è tutto il sistema degli eventi sportivi internazionali che è in una situazione difficile, in particolare a livello Europeo, infatti lo stesso CIO ha affrettato l’assegnazione delle olimpiadi del 2024 e del 2028 rispettivamente a Parigi e Los Angeles.

Ma veniamo all’Italia. Il costo totale stimato dell’evento sarà di circa 1,9 miliardi di euro così definiti:

  •  1,2 miliardi di euro per la gestione complessiva della manifestazione;
  •  420 milioni di euro per la sicurezza;
  •  300 milioni di euro per le infrastrutture.

Considerando che le strutture messe a disposizione dal CONI sono già idonee e che le reti di collegamento sono in ottime condizioni, i costi per le infrastrutture sono comunque rilevanti. Diventerebbe quindi difficile pensare di realizzare un evento in località totalmente o in parte sprovviste di una base infrastrutturale importante. Il punto di forza dell’Italia risiede nella disponibilità di strutture già idonee, come lo stadio Giuseppe Meazza a Milano, o le numerose strutture sportive di ultima generazione dislocate nel nord-est della penisola.

Il CONI e il sindaco di Milano hanno convinto il governo italiano a promuovere questa iniziativa e quindi ottenere il consenso del CIO. Considerando l’intervallo temporale 2020-2028 , l’impatto sul PIL sarà di 2,3 miliardi di euro. In media saranno messi a disposizione circa 600 posti di lavoro e un gettito fiscale, per le casse del governo italiano, di 600 milioni di euro di cui:

  • 450 milioni di euro dagli sponsor;
  • qualche decina di milioni dalle cessioni delle licenze delle scommesse.

Si tratta di città all’avanguardia che dispongono di infrastrutture di primo livello, in termini di edifici, collegamenti stradali e ferroviari, che hanno permesso di definire una stima economica dell’evento decisamente positiva. Sarà una vetrina importante per l’Italia e assicurerà delle entrate anche alle imprese locali.

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Michele Memolahttps://managementcue.it
Laureato in Ingegneria Gestionale presso il Politecnico di Bari. Ho una mente curiosa e una passione per il Project Management. Affascinato dalle nuove tecnologie applicate nei contesti industriali, in ottica miglioramento continuo. Attualmente autore per il sito Close-up Engineering - sezione Management