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Microsoft Teams fa numeri da paura: tutti i dati

Categorie Covid-19 · Tecnologia
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Chi di voi conosceva Microsoft Teams prima della quarantena? Siate onesti! Io no, confesso. Eppure oggi è diventato uno dei software più famosi e utilizzati nel nostro Paese e del mondo, sia da desktop che da mobile, sia da lavoratori che da studenti, rispettivamente per smart working e didattica digitale.

No, non è solo una nostra sensazione comune, a dirlo sono i dati pubblicati da Microsoft nella giornata di oggi, che mostrano e dimostrano l’elevata diffusione del software.

Gli ottimi dati di Microsoft Teams

Partiamo dal totale dei minuti trascorsi in chiamata (sia audio che video) dagli utenti su Microsoft Teams, serve la notazione scientifica: 2,7018010 x 109 minuti. Per rendere più comprensibile la cosa, vi diciamo che corrispondono a 5.137 anni. Meno di un mese fa, il 16 marzo per esattezza, questi minuti erano “solo” 900 milioni, il che significa che in meno di un mese l’utilizzo è pressoché triplicato.

Attualmente ci sono 44 milioni di utenti attivi su Microsoft Teams, il che porta a una media di poco più di 60 minuti / giorno per ogni utente registrato. Il tasso di crescita degli utenti è impressionante: 20 milioni di utenti attivi nel mondo a novembre 2019, raddoppiati in soli 4 mesi. Se restringiamo il campo alla sola Italia, il tasso di crescita è del 775%.

Un indice “curioso” è quello sulla probabilità di attivazione del video nel corso di una chiamata, raddoppiato rispetto a prima dello scoppio della pandemia legata al coronavirus. In Italia, le chiamate che comprendono l’utilizzo del video sono pari al 53%, più di 1 su 2.

Coronavirus, concorrenza e futuro

Che la crescita fuori dagli schemi dell’utilizzo di Microsoft Teams sia legata al coronavirus e, in particolare, alla quarantena che ci costringe allo smart working e alla didattica digitale, non c’è alcun dubbio. È importante notare però anche altri due aspetti: la concorrenza e gli scenari futuri. Aspetti fondamentali che Microsoft deve e dovrà gestire.

Per quanto riguarda il primo, il principale software che sta concorrendo contro quello di Microsoft è Zoom, molto utilizzato soprattutto nelle scuole primarie e secondarie, a differenza della maggior parte delle università italiane che hanno adottato Teams.

A dare filo da torcere a Zoom, però, è stato ed è la gestione dei dati e delle password, il che lo rende (ovviamente) meno appetibile agli occhi di aziende, scuole e università che devono scegliere il software migliore da adottare, senza sottovalutare la sicurezza dei propri studenti e\o dipendenti. Ciò nonstante, Zoom è passato da 10 milioni a 200 milioni di utenti attivi, da dicembre 2019 a marzo 2020.

Sugli scenari futuri, Microsoft prevede che la fine della quarantena non inciderà molto sull’utilizzo di questo tipo di piattaforme, in quanto questo periodo lascerà un segno indelebile sul nostro modo di studiare e lavorare, tanto da farci prendere un’abitudine che continueremo ad avere anche nel post quarantena. Microsoft Teams, Zoom o qualunque altro software similare non spariranno dal quotidiano senza coronavirus dunque, ma continueranno a essere utilizzati anche se in misura minore. E voi, siete d’accordo?

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