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I 10 “cigni grigi” del 2020: la classifica degli eventi poco probabili ma dirompenti, che potrebbero rivoluzionare i mercati il prossimo anno

La classifica, stilata da businessinsider.com, di eventi a bassa probabilità e che in pochi si aspettano, ma in grado di generare forti impatti. Non dovrebbero rientrare nei nostri scenari di base, però, ipotizzando queste situazioni di rischio, possiamo almeno farci trovare preparati nel caso dovessero effettivamente accadere. Ecco dunque i “cigni grigi” da prendere in considerazione per il 2020:

Stati Uniti che introdurranno controlli sui capitali

La prossima battaglia tra Stati Uniti e Cina potrebbe essere combattuta sui flussi di capitale. Gli Stati Uniti però potrebbero tentare di porre fine al fenomeno delle imprese straniere che hanno spesso cercato di acquisire società americane per avviare un processo di sviluppo interno, come ha fatto per esempio negli ultimi anni la Cina, che è stata un investitore molto attivo nella Silicon Valley. Sotto la presidenza Trump, infatti, è diventato legge il FIRRMA (Foreign Investment Risk Review Modernization Act) che dà la facoltà a una specifica commissione per gli investimenti esteri negli Stati Uniti (CFIUS) di interrompere determinate transazioni immobiliari e acquisizioni di quote societarie di minoranza. In uno scenario estremo, questo potrebbe essere solo l’inizio: gli Stati Uniti potrebbero addirittura eliminare le società cinesi dagli scambi commerciali e finanziari americani.

I mercati rimarranno bloccati per la mancanza di liquidità a seguito della chiusura delle banche

Potrebbe capitare anche questo: una completa mancanza di liquidità. Può sembrare assurdo o spaventoso, però potrebbe capitare che le banche blocchino le transazioni per un determinato periodo di tempo con la conseguente congelazione dei mercati finanziari. Per arrivare a questa drastico scenario è necessario che si verifichi una concatenazione di eventi inevitabili. A dare il via a questo dramma potrebbero essere molteplici fattori, come partecipanti passivi che diventano forzatamente liquidatori a seguito di uno spostamento rapido del mercato, o qualsiasi evento imprevedibile, come ad esempio una rapida risalita dell’inflazione negli Stati Uniti e in Europa.

Aumento dell’inflazione nell’Eurozona

La Germania potrebbe tornare alle urne nel 2020 a causa del Partito socialdemocratico tedesco (SDP) che potrebbe porre fine alla sua coalizione con l’Unione democratica cristiana (CDU). A quel punto, come reazione di rifiuto, potrebbe vincere un governo di coalizione tra CDU e Verdi. Se però la coalizione non fosse in grado di ribaltare il limite costituzionale della Germania sui disavanzi di bilancio, il paese potrebbe contare sull’emissione di debito non previsto nel pareggio di bilancio. Il saldo di bilancio della Germania potrebbe passare, ad esempio, da un surplus dell’1% di Pil nel 2019 a un deficit dell’1% nel 2020, con la previsione di maggiori disavanzi nel medio termine.  Gli altri paesi, incoraggiati dall’esempio tedesco, adotterebbero una politica fiscale espansiva. Con meno austerità e una crescita salariale più alta l’area euro si espanderebbe, la curva del rendimento si impennerebbe e l’area euro “sovraperformerebbe” gli Stati Uniti, facendo così tornare l’inflazione.

Il Giappone ed il suo ruolo nei mercati valutari

Nel 2019 la crescita del Pil in Giappone è stata di poco inferiore all’1% e nel 2020 si prevede che scenderà a un magro 0,3%. Anche la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina e il conseguente declino globale della produzione hanno avuto un impatto evidente sull’economia del Giappone. Il governo Giapponese ha annunciato un pacchetto di incentivi fiscali per arrestare il declino, ma nel concreto è stato fatto ben poco. Nel frattempo, la Banca del Giappone ha adottato misure estreme di politica monetaria. Al Giappone non rimane che un’opzione: l’intervento nel mercato valutario, già intrapreso ogni decennio dall’inizio degli anni ’70, e adottata per l’ultima volta nel 2011. Con questo strumento ben collaudato, il governo giapponese potrebbe indebolire lo yen e contribuire così ad aumentare le esportazioni giapponesi, che sono precipitate negli ultimi tempi.

Apple acquisterà Disney

Negli ultimi anni la Apple, società che si è a lungo affidata alle vendite degli iPhone in un mercato ormai saturo, è rimasta penalizzata dal rallentamento dell’economia cinese. Non sorprende dunque che, anche se finora Apple è stata riluttante a fare grandi acquisizioni, nel 2020 potrebbe cambiare strategia e puntare all’obiettivo Disney. L’acquisizione darebbe una vasta libreria di contenuti di alta qualità, tra cui prodotti di Marvel, Star Wars e Pixar, e darebbe ad Apple un altro punto di ingresso nel mercato consumer cinese. Dobbiamo anche ricordare che il fondatore della Apple Steve Jobs era l’azionista di maggioranza della Pixar, che è stata successivamente acquisita dalla Disney, e di conseguenza Jobs è diventato il principale azionista della Disney. E fino a poco tempo fa, il CEO della Disney, Bob Iger, era nel consiglio di amministrazione di Apple, dimettendosi proprio mentre Apple stava lanciando un prodotto di streaming TV.

La Fed toglierà la mediazione alle banche attraverso la valuta digitale

La prossima crisi finanziaria potrebbe essere innescata da un istituto finanziario attraverso un ETF o da un fornitore di fondi passivi. Questi eventi costringerebbero la Fed ad aprire il suo bilancio a tutta l’economia, anche al dettaglio, anche attraverso il ricorso alla valuta digitale della banca centrale (CBDC), consentendo così la disintermediazione del settore bancario. La linea di fondo è che il meccanismo di trasmissione del credito è ancora più intasato ora di quanto non sia mai stato in passato. Ciò sta diventando evidente con i tassi pronti contro termine che rimangono elevati nonostante la liquidità abbondante della Fed: le banche non possono espandere il proprio bilancio dopo essere state inserite nelle catene regolamentari da Basilea III.

Tesla partner di Hyundai

Lo spostamento verso le auto elettriche sta ribaltando il tradizionale ordine industriale. I produttori europei stanno adattando le loro gamme di modelli, con le case automobilistiche giapponesi che sono già in uno stadio di transizione avanzato. Tesla sta guidando il mercato americano in questa direzione, mentre, al contrario, la coreana Hyundai è in forte ritardo. Le sue valutazioni sono tra le più basse tra i principali produttori e gli investitori stanno mettendo in discussione il futuro a lungo termine dell’azienda. Pertanto, potrebbe essere necessario trovare velocemente un partner. Tesla, riflette specularmente i problemi di Hyundai: gli investitori attribuiscono all’azienda un valore contabile quasi dieci volte superiore, ma Tesla lotta con la produzione e i flussi di cassa. Quindi, anche se finora non ci sono state dichiarazioni di interesse, un matrimonio tra Tesla con Hyundai sarebbe vantaggioso per entrambe.

I droni in Medio Oriente attaccheranno le installazioni americane

La guerra senza pilota ha probabilmente raggiunto un nuovo livello di minaccia con l’attacco di droni, a settembre, alle strutture petrolifere saudite, infrangendo il mito dei sistemi di difesa aerea inespugnabili. Eppure l’Arabia Saudita ha accesso alla più avanzata tecnologia militare americana, nonché al supporto dell’intelligence e della sorveglianza degli Stati Uniti. Ci vorrà del tempo per trovare dei sistemi difensivi efficaci contro i droni, ma nel frattempo sono numerosi i probabili bersagli vulnerabili. Ad esempio, l’Iran potrebbe colpire le navi di rifornimento della Marina americana con equipaggio civile, incaricate di portare rifornimenti alle portaerei dispiegate in Medio Oriente.

La realtà virtuale ucciderà il settore automobilistico

La tecnologia ci sta portando sempre più a ridurre la nostra mobilità. Quando gli strumenti digitali saranno sufficientemente sviluppati e ci proietteranno in una realtà virtuale avanzata, utilizzata dalla massa, la necessità di viaggiare potrebbe scomparire del tutto. Con il miglioramento della connettività della rete anche i viaggi di lavoro possono diminuire. La realtà virtuale porterà anche al declino della “mobilità per l’intrattenimento”, riducendo la necessità di andare a un concerto, al cinema, o persino in viaggio per il mondo in vacanza.

L’Inghilterra vincerà il Campionato europeo 2020

 L’Inghilterra ha raggiunto le semifinali della Coppa del mondo di calcio nel 2018. Hanno raggiunto la finale della Coppa del mondo di rugby nel 2019. E hanno vinto la Coppa del mondo di cricket nel 2019. Secondo questo schema, è possibile che il Campionato europeo di calcio 2020 sia vinto dall’Inghilterra. La squadra inglese ha superato il proprio gruppo di qualificazione per entrare nel torneo e ha segnato il maggior numero di goal per partita di qualsiasi gruppo (quasi cinque, in media). I mercati di scommesse hanno l’Inghilterra tra i favoriti per la vittoria, seguita da Belgio, Francia, Spagna e Paesi Bassi.

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