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La strategica attività di ricerca dei “bot” nell’Information Retrieval

Categorie Tecnologia

L’Information Retrieval, letteralmente “recuperare informazioni”, corrisponde all’insieme delle tecniche volte a recuperare, in maniera selettiva, informazioni da documenti e da risorse strutturate o semistrutturate presenti nel web. Il web stesso, si configura come una collezione non controllata, dove chiunque può inserire o togliere documenti. In un sistema di questo tipo la ricerca si definisce “a testo pieno”, libero,  perché non si conoscono nemmeno i dettagli linguistici con i quali la pagina web è scritta. Nel momento in cui si vuole inserire una pagina sul web, attualmente è possibile comunicare l’URL al motore di ricerca ma va da sé che con l’aumento del numero dei documenti è stato necessario pensare a qualcosa di più efficiente e sistematico.  L’idea concepita è stata quella di creare degli agenti software che si occupassero di “cercare” le risorse nel web, i documenti da indicizzare. Ciò è reso possibile, attualmente, grazie al concetto di collegamento ipertestuale, il quale consente all’utente di poter “navigare” le pagine indicate da una URI, cercando la pagina linkata al documento.

spiderMa come è possibile identificare tali agenti software? Si ha senza dubbio a che fare con i bot e con il concetto di spider: il web è una “ragnatela” e uno spider è un ragno che si muove sulla ragnatela stessa. Metaforicamente il ragno è l’utente che scandisce le pagine seguendo il link. Il Bot quindi si occupa di ricercare, partendo da elementi originali chiamati semi, ognuno dei quali è una pagina. Il bot preleva ciascuna pagina ed immagazzinandola nel proprio motore di ricerca cerca il link. A partire dal seme, i singoli elementi contenuti nella pagina vengono letti, scanditi e immagazzinati. A questo punto è possibile seguire il collegamento ipertestuale.

Scoperta così la reale efficacia dei bot, da Facebook a Telegram, si sta assistendo ad un concorrenziale sviluppo degli agenti di ricerca senza precedenti. Lo scorso giugno Telegram si è aggiornato alla versione 3.0 e ha introdotto i bot quali intelligenze artificiali con cui l’utente può conversare e che allo stesso tempo consentono di cercare informazioni e immagini di svariati tipi. Facebook d’altro canto ha permesso ad alcuni sviluppatori, l’accesso a un SDK che consentirebbe loro di utilizzare  bot interattivi all’interno dell’applicazione Messanger. Cosa sono dunque i TelegramBot, le loro funzionalità specifiche e utilità è possibile leggerlo al seguente link:  http://systems.closeupengineering.it/bot-su-telegram-come-crearli-semplicemente-e-senza-scrivere-codice/8381/

Così come in Telegram, gli utenti possono ottenere informazioni in automatico, poter così fare acquisti e pagare direttamente all’interno di una conversazione. Questa funzione aggiuntiva potrebbe portare a Facebook, un utilizzo dell’applicazione Messanger, molto piú elevata di quella attuale, la versione di questo SDK, potrebbe consentire agli utenti di saltare siti e applicazioni standalone e poter interagire cosí direttamente dalla finestra della chat.

I bot, dunque, non sarebbero altro che chat automatiche il cui scopo è quello di rispondere alle domande degli utenti, alle richieste, far divertire e facilitare operazioni. Esistono bot che, su  richiesta, possono inviare determinate immagini o bot che rintracciano un pacco inviando notifiche ad ogni suo spostamento.

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