Johnson&Johnson ha in programma un ampliamento del proprio dipartimento di robotica: è in dirittura d’arrivo l’acquisto della startup Auris (per $3,4 mld e fino ad ulteriori $2,5 mld al raggiungimento di determinati milestones), operazione che metterebbe a serio rischio la leadership nel mercato chirurgico-tecnologico di Intuitive Surgical, big player del settore.

Una crescita esponenziale

Cercando di comprendere le ragioni di tale scelta, appare evidente come l’area della robotica, in particolare chirurgica, stia esplodendo. Globalmente, secondo Markets and Markets, il valore del mercato nel 2023 potrebbe superare i 16 miliardi di dollari contro i “soli” sei del 2018. I livelli di crescita sono impressionati, con un Cagr del 21%. Ulteriore peculiarità è la frammentazione del settore: robotica chirurgica, riabilitazione, radiochirurgia non invasiva e strumentazione per farmacie e ospedali. Secondo gli analisti, il Nord America dovrebbe mantenere una posizione di leadership, come avvenuto nel 2018. A seguire l’Europa: lo sviluppo nel vecchio continente sarà dovuto principalmente al trend positivo segnato dai macchinari di assistenza chirurgica.

Auris e J&J: binomio potenzialmente vincente

Proprio in quest’ultimo ambito, le innovazioni tecnologiche si susseguono; le aziende healthcare (sia pharma che di device) sono molto interessate alle nuove realtà imprenditoriali attive sul mercato. Tra tante spicca l’unicorno Auris Health, fondata nel 2007 da Hari Sundram, Christopher J.P. VELIS e Frederic Moll. Quest’ultimo viene spesso indicato come capostipite della chirurgia robotica poiché ha co-fondato Intuitive Surgery, azienda già menzionata a inizio articolo. Ciò che ha reso così attraente Auris agli occhi di J&J è Monarch, un prodotto il quale ha ricevuto l’autorizzazione da Food & Drug Administration nel Marzo 2018 per la broncoscopia diagnostica e terapeutica, e che può quindi essere utilizzato per eseguire biopsie polmonari. Gli analisti di Evercore osservano che:

“Il prezzo di vendita di Auris è consistente, soprattutto avendo essi solo un prodotto approvato per la biopsia polmonare. Ciò fa riflettere sul fatto che Auris stia sviluppando ulteriori devices che possano generare rendimenti a lungo termine.”

 

 Fonte immagine: http://www.ciobulletin.com/healthcare/j-j-acquires-auris-health
Auris e J&J: trattativa alle battute conclusive

 

J&J ha inoltre fatto trapelare come tale acquisizione completi l’accorpamento dell’anno scorso di Orthotaxy, sviluppatore privato di tecnologia robotica specializzato in software per la chirurgia. L’inglobamento di Auris aiuterà J&J a sviluppare strumenti digitali per la diagnosi e l’intervento precoce nel carcinoma polmonare, un’area in cui l’azienda sta riversando molteplici sforzi e investimenti. “Il focus del nostro team di cancro ai polmoni è l’individuare la malattia prima che sia diagnosticata, in modo da poter fornire un trattamento appropriato” ha detto McEvoy, Presidente dell’unità Medical-Devices di J & J. Ciò sarebbe reso possibile dai devices Auris, i quali sono in grado di penetrare in profondità nel polmone conducendo al contempo una biopsia minimamente invasiva.

In programma da anni

Osservando infine l’operazione sotto una luce strategica, la mossa di J&J non deve stupire. La società sta lavorando per entrare nel settore della robotica già dal 2015, anno in cui investì nella start-up di chirurgia Verb Surgical, una joint venture con Alphabet. Inoltre, nel maggio dello scorso anno, l’azienda del New Jersey aveva già annunciato un accordo di co-sviluppo e commercializzazione con Auris per combinare la piattaforma Neuwave di J&J con Monarch. Un preludio alla scalata che da lì a poco sarebbe avvenuta.  Il tutto è avvallato dagli investitori, nonché dagli esperti del settore: “Siamo incoraggiati a vedere J&J muoversi in modo più aggressivo nel campo della robotica, che è stato un gap per il suo business di dispositivi medici,” ha detto l’analista di Wells Fargo Larry Biegelsen.