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Ikea per l’ambiente: ricompra i mobili usati

Categorie Business · Covid-19 · Economia · Marketing · Strategia aziendale
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BuyBackFriday, è la campagna lanciata da Ikea che va dal 27 Novembre al 6 Dicembre ed è volta all’acquisto dei mobili usati dai suoi clienti. Gli oggetti invenduti inoltre, saranno destinati al riciclo o donazione per le persone più bisognose soprattutto in questo periodo di pandemia.

Cosa troverai in questo articolo:

Svolta green

L’iniziativa, non solo ha un notevole impatto positivo sull’ambiente, ma anche sui clienti. Quest’ultimi infatti, riceveranno un buono sconto fino al 50% (da usare in due anni) in base alle condizioni del mobile dato ad Ikea. Si svolgerà in 27 Paesi diversi, e ovviamente ognuno con modalità proprie. Gli articoli “come nuovi”, senza graffi, avranno il 50% del prezzo originale, gli articoli “molto buoni”, con piccoli graffi, avranno il 40% e “ben usati”, con diversi graffi, riceveranno il 30%. I clienti dovranno restituirli completamente assemblati al banco resi dove verranno controllati e concordato il valore finale.

Il piano dell’azienda Svedese, punta a un’economia circolare entro il 2030: prodotti rinnovabili e creati con soli materiali riciclati.

“Piuttosto che comprare cose di cui non si ha bisogno e fare acquisti di impulso durante il Black Friday, aiuteremo i clienti a dare una seconda vita ai loro mobili” spiega Stefan Vanoverbeke, Deputy Retail Operations Manager del Gruppo Ingka.

Dato che quasi il 50% delle emissioni globali di carbonio, deriva dalla produzione e l’uso di tali oggetti, Ikea punta proprio a sfruttare questo scenario. Una prospettiva che certamente darà una notevole e ulteriore visione al brand.

Coinvolgimento e conversione

Già nel 2019 Ikea, ha recuperato quasi 50 milioni di prodotti. Entro il 2021 inoltre, creerà delle vere e proprie postazioni dedicate all’acquisto dei mobili usati dai clienti. Per l’azienda Svedese, il coinvolgimento del cliente è il fulcro di tale operato. Infatti, solo così si può creare un’economia circolare, innescando una stretta collaborazione vis a vis. La conversione verso tale economia, nasce però da numerose critiche ricevute in seguito alla “mission” utilizzata dall’azienda. Per alcuni infatti, ci sono troppi consumi e sprechi. Ricordiamoci inoltre, che il leader dei mobili, dà lavoro a più di 200 mila persone nel mondo e conta più di 500 punti vendita per un fatturato annuo di circa 40 miliardi di euro.

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