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Google: un successo inarrestabile

 

venividivici.us

L’ idea di creare il più grande ed efficiente motore di ricerca mai esistito per le informazioni presenti sul Web, nasce dalle geniali menti di due giovanissimi laureati statunitensi Larry Page e Sergey Brin. Laureatisi rispettivamente in “Scienze ed Ingegneria Matematica” e “Scienze Informatiche” si conoscono tra i banchi dell’università di Stanford (Palo Alto, California).

Come per la maggior parte delle più grandi invenzioni che hanno rivoluzionato il mondo, anche per Google, la formula del successo è stata dettata dal caso. I due studenti venticinquenni lavorano ad un progetto universitario decisi a diventare ricercatori e proseguire gli studi, seguendo le orme dei loro padri. Tuttavia è forte il desiderio dentro di loro, di risolvere uno dei problemi non di poco conto: catalogare tutte le informazioni presenti in Internet e renderle rapidamente e facilmente disponibili a tutti, indicizzandone i contenuti. Peage e Brin, stabiliscono che, mediante una complessa analisi basata su raffinati algoritmi matematici, è possibile valutare la qualità, l’importanza e la rilevanza delle pagine web. Il concetto di rilevanza di un documento rispetto al bisogno informativo dell’utente è alla base, infatti, del “PageRank”, la concretizzazione dell’intuizione alla quale nessun altro era mai giunto prima. La logica è: se una pagina è puntata da un numero elevato di link, essa è raccomandata più delle altre pertanto la sua importanza cresce. I precedenti motori di ricerca già esistenti, quali Altavista, Yahoo e altri, si limitavano a contare le ricorrenze, nel testo delle pagine, dei termini ricercati dagli utenti, e quindi mostravano ai primi posti, nella ricerca,siti web non sempre pertinenti con le informazioni desiderate.

 

Così nel 1988, nasce Google, dal macchinoso lavoro dei due giovani inventori alle prese con il progetto in un piccolo garage che ancora oggi è possibile visitare (Silicon Valley, California).

Google” è un gioco di parole che deriva dal termine “Googol” coniato dal matematico americano Edward Kasner, per indicare un numero caratterizzato da 1 iniziale e seguito da 100 zeri. La semantica del termine non è casuale: si mirava infatti ad indicizzare un numero di pagine molto elevato, superiore a quello che riuscivano a fare i concorrenti. Quindi il numero che ne viene fuori è il risultato della potenza 10100 ad indicare un numero che si avvicinasse all’infinito. All’epoca si parlava di 3 miliardi, oggi si è arrivati a considerare l’indicizzazione di oltre 8 miliardi di pagine web.

 

Qual è, oggi, il segreto dell’azienda che è solo nel III trimestre del 2013, è riuscita a registrare un utile netto di 2, 73 miliardi di dollari e con una crescita annua del 26%?

Questo risultato, fuori dalle stesse aspettative dei suoi fondatori, è frutto dell’applicazione di principi che costituiscono i pilastri del successo di Google che attualmente pare essere una delle aziende più ambite per tanti giovani laureati. Costruire il successo e promuovere l’innovazione lo si fa concependo un ambiente lavorativo ricco di persone motivate, coltivando una cultura di socializzazione e condivisione delle idee e soprattutto pensare in grande, senza porsi limiti, rincorrendo sempre e costantemente l’idea del miglioramento continuo. In Google l’innovazione è rappresentata dalle “menti” delle persone che rappresentano il capitale umano, la vera fonte di vantaggio competitivo. Quello dell’innovazione non è concepito come un reparto “a se stante” dal momento che, tutti i lavoratori dell’azienda possono dare il proprio contributo. I dipartimenti sono collegati tra loro, interagiscono sinergicamente collaborando con entusiasmo e tenacità.

Scopriamo insieme quali sono alcuni dei principi ai quali il management di Google si ispira:

  • Puntare sempre al massimo, spingersi sempre al limite delle proprie capacità
  • Essere rapidi nello sviluppare e mettere in pratica un’idea senza mai fermarsi
  • Avere sempre presente il target di riferimento dei propri prodotti, i clienti e i loro bisogni
  • Filosofia “open-space”: evitare di progettare uffici con spazi isolati in modo da facilitare la comunicazione dei dipendenti, facendo cambiare loro, di tanto in tanto, postazione
  • Conoscere i propri concorrenti, raccogliendo informazioni relative al settore di interesse
  •  Creazione di spazi ampi, alternativi nei quali i dipendenti riescano a svagarsi e a dar vita a nuove idee da condividere senza mai sentirsi “costretti” a svolgere un determinato lavoro. L’azienda a tal proposito mette in atto dinamiche di gruppo cercando sempre di aumentare il livello di motivazione dei dipendenti e quindi le loro prestazioni
  •  “Shoot the moon”: ogni 2/3 mesi viene organizzata un’attività con il team vendite che consiste nel riunirsi in spazi aperti e nel pensare ad esempio, come migliorare i risultati finanziari dell’azienda sapendo di dover riportare tutto sulla copertina di un giornale. Ciò lascia intuire cosa pensano i dipendenti di un prodotto che il management ha deciso di lanciare riuscendo a capire come lo si possa migliorare.
  •  “Mind mapping”: i lavoratori scrivono al centro di un foglio un obiettivo intorno al quale poi riportano tutte le possibili soluzioni per raggiungerlo
  • “g20/80”: i dipendenti possono impiegare il 20% delle loro ore lavorative per sviluppare progetti che hanno in mente, dando libero sfogo a nuove idee e incentivando la creatività
  • Premi e incentivi:un collega può segnalare un altro collega affinché riceva un incentivo economico mensile di 100 euro. Ciò è reso possibile per un lavoratore di Google se è riuscito ad ottenere in quel determinato mese un numero di voti maggiore degli altri per aver aiutato altri dipartimenti diversi da quello al quale appartiene.

Google ha deciso di attuare quella cultura d’impresa imperniata sulla focalizzazione massima delle risorse umane, ritenendo che, investire sulle idee che in ogni istante vengono fuori da menti creative sia la condizione sine qua non l’innovazione non avrebbe vita.

imagine credits: berlinobserver.com

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Francesca Granatiero
Francesca Granatiero nasce a San Giovanni Rotondo, classe 1988. Frequenta il Liceo Scientifico a Manfredonia per poi intraprendere, conseguito il diploma, la facoltà di Ingegneria Gestionale presso il Politecnico di Bari. Iscrittasi al corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Gestionale presso lo stesso Politecnico di Bari consegue il titolo di Esperto in sistemi (SGA) per la gestione delle PMI. Diventa referente e scrittrice per la rivista Close-up Engineering nel settembre 2014 ad oggi. Consegue la laurea in Ingegneria Gestionale Magistrale nel dicembre 2015. Pur avendo un’impronta scientifica e assorta nell’ affascinante mondo dell’ingegneria, è molto appassionata di letteratura classica. D’indole “sognatrice” nel tempo libero ama leggere e viaggiare.