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Ferrero per la sostenibilità: -50% di emissioni entro il 2030

Categorie Business · Marketing · Strategia aziendale

Che la regina del dolce punti essenzialmente alla sostenibilità abientale, è ormai noto a tutti. Con la pubblicazione del suo 11° Rapporto di Sostenibilità però, la Ferrero pone obiettivi ancora più interessanti sull’ecologia.

Ferrero e la plastica

L’impegno dell’azienda di Alba, per diminuire l’utilizzo della plastica monouso è sempre più persistente. Nei prossimi anni infatti, i package saranno interamente riciclabili e riutilizzabili al 100%, questo testimonia un’importante sviluppo all’interno dei reparti di produzione, che andranno ora a trattare materiali differenti senza intaccare efficienza ed efficacia. Per arrivare a ciò però, non serve solo essere un’azienda “green” ma serve soprattutto uno sviluppo tecnico e tecnologico all’avanguardia.

Sempre su questo argomento, Ferrero ha adottato la strategia delle 5R: Riciclo, Rimozione, Riduzione, Riutilizzo e Rinnovabilità, che sta alla base della progettazione dei propri imballaggi nell’ottica di una economia sempre più sostenibile. Ma la Ferrero si è da sempre impegnata sul riciclaggio, da alcuni dati pubblicati infatti, emerge che l’azienda emette circa 400 mila tonnellate di imballi all’anno, di cui solo il 20% è plastica. In 5 anni ha ottenuto una riduzione di circa 6000 tonnellate di plastica lavorando su imballi come le bottiglie di estathè, le confezioni delle praline e i tappi della Nutella. Grazie all’utilizzo per il 90% di materiale riciclato negli imballi non a diretto contatto col prodotto, come i vassoi dei mezzi espositivi, sono state risparmiate 10.000 tonnellate di materiale vergine in 5 anni.

Ferrero dice addio alla plastica

In cosa consiste il piano

Quattro macro aree coinvolte: ambiente, ingredienti, consumo, persone. Nello specifico si tenderà a proteggere maggiormente l’ambiente, utilizzare ingredienti sempre più sostenibili, promuovere un consumo responsabile e soprattutto valorizzare le persone. Sempre entro il 2030, la riduzione delle emissioni tenderà a limitare il riscaldamento globale di 1,5 gradi C. Per farlo, si collaborerà con fornitori e partner in modo da avere un coinvolgimento totale della supply chain. Tutto questo discorso, prende come punto di partenza l’anno 2018.

“Ferrero è da sempre impegnata nella creazione di un modello di business che mira ad avere un impatto positivo sui dipendenti, sui consumatori, sulle famiglie e sulle comunità locali in cui opera. Continueremo a lavorare sodo per mantenere i nostri impegni in ambito sostenibilità e migliorare il nostro modo di fare le cose. La stretta collaborazione con i nostri fornitori e partner strategici sarà per noi fondamentale in questo percorso”, Lapo Civiletti, amministratore delegato del Gruppo Ferrero.

Conclusioni

Con l’emergenza climatica, l’impegno delle aziende per salvaguardare l’ambiente è sempre maggiore. Ferrero, su questo argomento ci insiste da molti anni, citando due esempi: nel 2013 ha lanciato i programmi Ferrero Farming Value (FFV) per sviluppare una filiera sempre più sostenibile mentre nel 2019 l’81% delle fave di cacao era approvvigionato da fonti certificate. Traguardi questi, che evidenziano come a distanza di anni l’azienda aumenta il suo impegno sulla riduzione dell’impatto ambientale.

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