Ferrero ha “temporaneamente” chiuso lo stabilimento di Nutella, il più grande che il gruppo ha nel mondo, nella città francese di Villers-Ecalles situata in Normadia. Lo stop a  scopo precauzionale è stato deciso, come spiegato da Ferrero France, dopo che i controlli di qualità interni hanno riscontrato delle “anomalie” negli standard previsti.

Le indagini sono attualmente in corso, ma Ferrero assicura che i problemi non sono legati a prodotti finiti ma ad alcuni componenti che rientrano nella produzione di Nutella e Kinder Bueno. Il gruppo ha comunque assicurato che i problemi “non interessano alcun prodotto sul mercato” e che “le forniture continueranno ininterrottamente come al solito“.

Inoltre nel corso di una trasmissione televisiva, il ministro francese dell’agricoltura, Didier Guillaume, ha precisato che lo stabilimento “non avrebbe alcun problema sanitario”.

L’impianto di Villers-Ecalles

Nutella
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L’impianto di Villers-Ecalles in Normandia produce circa 600mila barattoli di Nutella al giorno, un quarto della produzione mondiale.

Martedì sera alle 18 la lettura dei risultati di controllo di qualità su uno dei prodotti semilavorati della linea che produce Nutella e Kinder Bueno ha rivelato un difetto che non coincide con i nostri standard di qualità e per questo abbiamo temporaneamente fermato le macchine

spiega la nota della Ferrero riportata dalla stampa francese. I risultati delle indagini si dovrebbero chiudere probabilmente entro il fine settimana e consentiranno di prendere tutte le misure correttive necessarie.

Il blocco è avvenuto all’indomani della pubblicazione dei dati annuali del colosso di Alba, che ha archiviato il 2018 con ricavi a 10,7 miliardi, in crescita del 2%. La Nutella è il prodotto che ha contribuito maggiormente al fatturato del gruppo insieme a Ferrero Rocher, Kinder Joy, Kinder Bueno e Kinder Cioccolato. Prodotti che vedono in Germania, Francia, Italia, Polonia, Uk e Usa i mercati trainanti per il gruppo.

il gruppo Ferrero è costituito da ben 94 società, ed è presente coi suoi prodotti in oltre 170 Paesi. Nel 2018 gli investimenti sostenuti nello sviluppo tecnologico hanno raggiunto i 673 milioni, di cui 596 milioni in immobili, impianti e macchinari tra Italia, Germania, Canada, Polonia e Belgio.