Home » Facebook e Instagram a pagamento per gli utenti Apple?

Facebook e Instagram a pagamento per gli utenti Apple?

È scontro tra Apple e Facebook, quest'ultima infatti ha minacciato di rendere Facebook e Instagram a pagamento per gli utenti Apple

Categorie Business · Strategia aziendale · Tecnologia

Da sempre Apple si è dimostrata molto attenta alla privacy dei suoi utenti facendone uno dei suoi punti di forza. L’introduzione dei nuovi aggiornamenti iOS 14.5, iPadOS 14.5 e tvOS 14.5 non fa altro che confermare la sua linea strategica. Tuttavia, il malcontento di Facebook, con il suo CEO nonché presidente e fondatore Mark Zuckerberg, non si è fatto attendere, tanto che ha minacciato Apple di rendere Instagram e Facebook a pagamento per i suoi utenti. È guerra tra Apple e Facebook?

In che cosa consiste l’aggiornamento

Come riportato direttamente da Apple, l’aggiornamento prevede l’introduzione dell’App Tracking Transparency (ATT), cioè la trasparenza nel tracciamento da parte delle app richiede di ottenere il consenso dell’utente a tracciare i suoi dati nelle app o sui siti web di terzi per scopi pubblicitari o di condivisione con data broker.

Questo significa che le app possono ancora effettuare il tracciamento degli utenti, ma non più automaticamente. Infatti, esse sono obbligate a chiederne l’autorizzazione e l’utente può decidere in autonomia se abilitare il tracciamento o se disattivarlo. La scelta può essere modificata in qualsiasi momento accendendo all’apposita sezione, ad esempio su iPhone basta seguire i seguenti passaggi:

Impostazioni -> Privacy -> Tracciamento

Bisogna specificare che comunque la pubblicità continuerà ad apparire sui dispositivi in cui il tracciamento è disattivato, ma non sarà più personalizzata.

Perché il tracciamento è così importante

Il tracciamento all’interno delle applicazioni, tra applicazioni diverse e con i siti web è di fondamentale importanza per la profilazione degli utenti, grazie alla quale gli sviluppatori possono raccogliere una notevole quantità di dati per poi creare pubblicità mirate. Allo stesso tempo permette agli intermediari di proporre delle promozioni personalizzate che vadano a vantaggio dell’utente finale oltre che dell’intermediario stesso.

Circa l’87% di coloro che hanno effettuato l’aggiornamento ha sospeso il tracciamento da app di terze parti. Un duro colpo per gli inserzionisti e anche per le grandi aziende che, come Facebook, basano il loro business sui tali dati.

La posizione di Facebook

Le critiche più aspre alla policy di Apple arrivano proprio da Facebook, che fattura miliardi di dollari tramite lo sfruttamento dei dati dei suoi utenti. I ricavi provenienti dalla pubblicità costituiscono il 98% del totale. Facebook sostiene che la decisone di Apple danneggerà le piccole imprese che attraverso la rete pubblicitaria di Facebook riescono a raggiungere i clienti, accusandola di incoraggiare le app a fare meno affidamento sulla pubblicità e più sugli abbonamenti.

Non a caso Facebook si è subito mossa con una forte campagna di marketing sull’omonima app e su Instagram attraverso l’inserzione di un pop-up con un messaggio volto a incoraggiare l’accettazione del tracciamento per “mantenere Facebook/Instagram gratuito”. In realtà già in passato Zuckerberg non aveva escluso la possibilità di avere una versione a pagamento di Facebook, pur garantendone anche una versione gratuita.

La posizione di Facebook è comprensibile, dato che nel primo trimestre del 2021 le entrate provenienti dalla pubblicità mirata di Facebook Ads sono ammontate a 26 miliardi di dollari, e sono in continua crescita.

La posizione di Apple

D’altro canto, Apple vuole continuare con la sua linea caratterizzata dalla trasparenza e dalla protezione della privacy dei suoi utenti, facendone uno dei suoi valori fondanti. Per Apple, infatti, la privacy è un diritto umano inalienabile e la sua difesa sfruttando le tecnologie disponibili è una delle innovazioni in cui crede di più. Sui tuoi dati decidi tu, è una delle massime di Apple.

Un modo come un altro per fidelizzare ancora di più i clienti, ma sicuramente anche un atto che non tutte le aziende sono disposte a compiere. È famoso l’estratto del discorso di Steve Jobs alla conferenza D8, D: All Things Digital nel 2010, alla quale era presente anche Mark Zuckerberg, quando, a proposito della riservatezza dei dati affermò:

Privacy significa che le persone devono sapere cosa stanno accettando quando si iscrivono a qualcosa, ripetendolo loro usando parole semplici. Ritengo che le persone siano intelligenti e alcune accettino di condividere più dati rispetto ad altri. Chiedetelo. Chiedetelo sempre. Fate anche in modo di non chiedere più nulla se queste si stancano di vedere continuamente le vostre richieste. Indicate loro precisamente cosa farete con i loro dati

Steve Jobs, D8 Conference

Queste parole sono rimaste vive all’interno di Apple, che continua a differenziarsi particolarmente dalle altre Big Tech da questo punto di vista.

Facebook VS Apple: è guerra

Zuckerberg e Cook, Facebook e Apple

Si profila quindi una guerra tra due giganti della tecnologia. Da una parte Apple, l’azienda che vale di più al mondo con una capitalizzazione di oltre 2000 miliardi di dollari, un fatturato di circa 294 miliardi di dollari e profitti per quasi 78 miliardi di dollari. Dall’altra Facebook con una capitalizzazione di mercato che sfiora gli 870 miliardi di dollari, circa 84 miliardi di fatturato e 32 di profitti.

Davvero Facebook farà pagare le sue app agli utenti Apple? È improbabile, ma non resta che aspettare gli sviluppi futuri.

Lascia un commento