La #10YearsChallenge è stata la moda delle ultime settimane su Facebook Instagram. La sfida che ha investito i social network ci ha riempito le bacheche di un collage di due foto, una relativa al 2019 e l’altra al 2009. Quasi tutti gli utenti iscritti alla piattaforma hanno accettato di buon grado la sfida, postando la foto.

A pochi giorni dall’arrivo della #10YearsChallenge, quando la sfida è diventata popolare, sono sorte le prime polemiche. Si pensa che la sfida possa essere stata lanciata per migliorare l’algoritmo per il riconoscimento facciale sviluppato dalla Facebook Inc. È stato davvero così o si tratta solo delle solite teorie del complotto? Cerchiamo di capirlo tramite gli aspetti tecnici.

Vogliamo sottolineare come, da questo momento, quando parliamo di “Facebook” ci riferiamo all’azienda Facebook Inc., proprietaria anche di Instagram.

Le prime teorie sulla #10YearsChallenge e la smentita di Facebook

Sono le 22:25 del 12 gennaio quando Kate O’Neill, famosa autrice, pubblica il tweet che potete vedere qui sopra, muovendo le prime accuse nei confronti dell’utilizzo “malevolo” della #10YearsChallenge da parte di Facebook. Subito dopo, il colosso americano ha smentito il fatto, indicando come:

La 10 Years Challenge è una campagna di meme partita dagli utenti senza alcun nostro coinvolgimento. È una dimostrazione di come le persone si divertano su Facebook, nient’altro.

Vi ricordiamo che gli utenti possono attivare o disattivare il riconoscimento facciale in qualsiasi momento.

A queste, si aggiungono le dichiarazioni di Max Read del New York Magazine, in cui fa notare come ci siano 350 milioni di persone che hanno caricato le proprie fotografie su Facebook, dal 2009 fino ad oggi. Inoltre, il giornalista Ryan Broderick ricorda che questa sfida era già stata lanciata sul social nel 2018 e nel 2016. A schierarsi dalla parte di Kate O’Neill c’è Amy Webb, docente alla NYU Stern School of Business, che dichiara

La challenge ha dato a Facebook una straordinaria opportunità per insegnare ed addestrare i loro sistemi a riconoscere al meglio i piccoli cambiamenti.

Fino a qui sono solo parole, ora passiamo ai fatti.

Come l’algoritmo di Facebook può sfruttare la #10YearsChallenge

Iniziamo con il capire come funziona l’algoritmo per il riconoscimento facciale di Facebook. Gianluca Mauro, fondatore dell’Academy di Intelligenza Artificiale, ha spiegato il tutto al sito web NinjaMarketing.

Per il riconoscimento facciale, Facebook sfrutta una serie di triplette di foto che vengono date in pasto all’algoritmo. Ogni tripletta contiene due foto della stessa persona e una foto di una persona diversa. A questo punto, l’algoritmo ha il compito di capire quali sono gli elementi simili nella foto della stessa persona, ma diversi nella foto dell’altra persona.

Questo processo, che viene compiuto su tantissime triplette di foto di questo genere, permette all’algoritmo di imparare a riconoscere elementi caratterizzanti di un volto. Gli algoritmi che utilizzano questa tecnica, godono attualmente di un’accuratezza superiore al 99%.

Fatto il punto sul funzionamento, passiamo al resto. Sul fatto che Facebook abbia già a disposizione una banca dati enorme per il suo algoritmo non c’è alcun dubbio.  Inoltre, Gianluca Mauro spiega come:

Esistono set di dati che sono molto più adatti ad entrambi gli scopi rispetto a quello della #10YearsChallenge, sia di proprietà di Facebook sia di altre società, o addirittura open source.

Quindi, come la #10YearsChallenge potrebbe aver migliorato il riconoscimento facciale? La risposta è: con l’ordine. Molte delle foto già presenti su Facebook, soprattutto quelle caricate nei primi anni di vita del social network, non sono state caricate al momento dello scatto. Questo significa che la data di scatto non corrisponde alla data di caricamento, ma questo Facebook non lo sa. Inoltre, anche i dati exif delle foto scattate negli anni passati erano molto meno precisi e dettagliati di quelli attuali. Con la #10YearsChallenge, invece, abbiamo sicuramente aiutato l’algoritmo a “ordinare le proprie idee” e capire i dettagli del nostro volto che sono cambiati nel corso degli ultimi dieci anni.

In conclusione, si può dire che l’algoritmo per il riconoscimento facciale di Facebook ci conosceva (con più del 99% di precisione) già prima della popolare #10YearsChallenge, ma ora sa come siamo cambiati negli anni e sarebbe in grado di riconoscerci anche in una vecchia foto. Inoltre, dato che ora conosce il modo in cui cambiano i volti delle persone nel corso degli anni, sarà in grado di capire chi siamo anche in un prossimo futuro.