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Debora Massari e la sua capacità imprenditoriale

Il mondo della pasticeria porta un solo nome: Igino Massari. Ma siamo sicuri che la sua popolarità sia tutta merito suo? Ad aiutarlo, c'è stata la figlia.

Oggi, sentire il cognome Massari in pasticceria è come parlare di Cristiano Ronaldo nel calcio. Il re del dolci Igino Massari infatti, è davvero il numero uno nel suo campo grazie alla sua arte e dedizione. Ma la popolarità non è nata dal nulla. Il tutto, nasce da un mix di passione per i dolci e per l’imprenditoria da parte della figlia: Debora Massari.

Chi è Debora Massari

La figlia del pasticciere, nasce con un’evidente vocazione imprenditoriale che la porta ad avere una passione per le aziende, senza però allontanarsi dal contesto di fondo: quello dei dolci. Proprio per questo, frequenta negli anni la facoltà di Agraria all’università degli studi di Piacenza con specializzazione in Tecnologia Alimentare. Dopo il periodo universitario, ha una base solida in ambito dell’alta pasticceria e nozioni importanti di marketing e impresa in generale. Fatto uno stage in Bauli, decide di entrare nell’azienda del padre.

La sua idea principale era far conoscere l’arte di Igino Massari nel mondo (non che non fosse già il numero uno, ma ancora non era ai livelli di oggi). Così, mette in piedi uno store online e offline di panettoni a Milano e Torino. Ovviamente, non sono mancati gli ostacoli, infatti la realtà con cui si è dovuta rispecchiare non è stata delle più semplici. Basti pensare che la realizzazione dell’idea ha impiegato anni.

Rebranding

Dopo una prima fase di crescita lenta, Debora Massari decide di passare all’attacco con un rebranding dell’azienda. Bisognava dare un nome concreto, riconoscibile facilmente e che le persone potessero ricordarsi. “Mio padre non aveva ancora popolarità, ma era riconosciuto come il numero uno. Ho visto in lui la possibilità di trasformarlo in una marca, una firma. La stessa firma che è oggi il simbolo identificativo dell’azienda e che campeggia in tutti i negozi targati Iginio Massari. Il processo di rebranding è stato lungo e graduale: si è passati da Pasticceria Veneto a Pasticceria Veneto by Iginio Massari, passando per un cambio dei colori aziendali, fino a Iginio Massari. Questo ha reso il percorso completo. Ho faticato tanto, e adesso mi sento ben solida. Senza il mio ingresso probabilmente non ci saremmo espansi, ma il merito non è solo mio: ho soltanto fatto degli step per portare una squadra già affiatata a muoversi in una determinata direzione.” Racconta Debora Massari.

I riconoscimenti

La Massari non è solo idee, ma anche riconoscimenti molto importanti. Nel 2016 riceve il titolo come ambasciatrice di “Brescia provincia ospitante” in quanto testimonial d’eccellenza nel mondo dell’enogastronomia. Nel 2019 entra nell’ Ampi (Accademia maestri pasticcieri Italiani), in occasione del 28° Simposio Tecnico, il suo dolce Mignon Assoluta è un bacio di dama.

Massari tra pasticceria e impresa

Certamente, non è stato semplice far conciliare le idee da pasticciera con quelle da imprenditrice. Trasformare un negozio in una marca infatti è una grande sfida, una sfida che non sempre si conclude con esito positivo. “Credo il segreto sia quello di curare i dettagli, prestare attenzione alle materie prime e avere delle radici ben ancorate, in una prospettiva di crescita dinamica. Questi fattori, insieme all’utilizzo di tecnologia, ci permettono di codificare i prodotti alla perfezione: raggiungiamo uno standard qualitativo altissimo, dove il dolce è protagonista, dalla produzione all’esposizione, fino all’esperienza degustativa. Dall’utilizzo delle impastatrici alle macchine a ultrasuoni per effettuare i tagli, l’approccio tecnologico rimane una prerogativa fondamentale nella produzione, seppur con una regola importante: a differenza di quanto avviene nell’industria, è la macchina ad adattarsi al prodotto e non viceversa.”

Adesso, gli obiettivi principali sono due: l’apertura di un negozio e quella di un laboratorio a Verona.

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Carmelo Giofrèhttps://managementcue.it/
Sono uno studente di ingegneria gestionale presso l’Università della Calabria, appassionato di tutto ciò che riguarda l’innovazione, il management e il mondo dei motori.