Più informazioni vi sono sul Coronavirus, più è possibile reperire coincidenze dal passato: ecco quindi un thriller scritto dallo USA Dean Koontz Novel dal titolo «The Eyes of Darkness» (pubblicato per la prima volta il 10 maggio 1981).

Inizialmente il libro trattava di un virus (Gorki 400) di origine russa, in linea con l’epoca impregnata di fredda tra Usa e Urss.

Solo dal 1989 in avanti (a seguito del crollo URSS), citando il South China Morning Post, Dean ha mutato il virus: al libro mancava quel sentimento di timore creato da una super potenza come quella sovietica dell’epoca. Al fine di ravvivare la storia l’autore ha scelto un altro colosso comunista, la Cina, individuando la città di Wuhan come nuova Gorki. Indi per cui anche il virus subì modifiche al proprio nome, passando da «Gorki-400» a «Wuhan-400». Qui un piccolo estratto:

 “Wuhan-400 è un’arma letale (…) intorno al 2020 una grave polmonite si diffonderà in tutto il mondo (…) in grado di resistere a tutte le cure conosciute (…) Uno scienziato cinese di nome Li Chen fuggì negli Stati Uniti, portando una copia su dischetto dell’arma biologica cinese più importante e pericolosa del decennio. La chiamano ‘Wuhan-400’ perché è stata sviluppata nei loro laboratori di RDNA vicino alla città di Wuhan ed era il quattrocentesimo ceppo vitale di microorganismi creato presso quel centro di ricerca”.

Una coincidenza, dunque, nata dalla caduta del regime sovietico.

Ulteriori divergenze tra l’opera di fantasia e la realtà odierna possono essere riscontrate sia nella natura del virus (Wuhan-400 è un’arma biologica mentre il Coronavirus no), che nel modus operandi dell’infezione. Inoltre, il tasso di mortalità del Wuhan-400 è del 100% dopo appena 4 ore di incubazione, mentre la mortalità del Coronavirus è del 2% con incubazione di 14 giorni (prendendo in esame i soli casi cinesi).