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Coronavirus: cosa rischia chi non rispetta i divieti

Di cosa potresti essere accusato se hai sintomi riconducibili al COVID-19 e te ne vai in giro? E se invece fossi positivo al coronavirus e lo nascondessi volontariamente?

La serietà della situazione, ormai, dovrebbe essere chiara a tutti: l’OMS proprio ieri ha dichiarato la pandemia e i provvedimenti adottati dal governo – via via più severi – non lasciano dubbi.

Eppure pare che tra gli italiani ci sia ancora qualcuno che (per dolo o per nolo) sta sottovalutando la situazione o, quantomeno, non sta rispettando i vincoli posti dal governo per fronteggiare l’emergenza coronavirus.

Non c’è bisogno di specificare che chi non rispetta le direttive emanate per far fronte all’emergenza COVID-19 rischia la propria salute e la salute dei propri cari e, contribuendo al collasso del SSN, attenta alla salute di tutti.

Tuttavia, se ciò non fosse ritenuto abbastanza, si rischiano anche sanzioni e pene che vanno dai € 206/detenzione – per chi dovesse dichiarare il falso nelle autocertificazioni necessarie agli spostamenti – fino ad arrivare all’accusa di tentativo di lesioni e/o omicidio volontario se un positivo accertato al COVID-19 esce di casa ed entra in contatto con un “soggetto fragile o a rischio” – arrivando all’accusa di omicidio volontario qualora da tale atto dovesse derivare la morte di detto soggetto.

Spostamenti

Come ormai tutti sapranno, gli unici spostamenti consentiti sono quelli motivati da:

  • Esigenze lavorative
  • Situazioni di necessità (ad esempio per fare la spese o per altre esigenze particolari da motivare)
  • Motivi di salute
  • Rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Vige, ovviamente, il divieto assoluto di spostamento per le persone in quarantena o accertate positive al coronavirus.

È necessario, tuttavia, compilare ad ogni spostamento un’autodichiarazione in cui si certifichi il motivo dello spostamento (che deve rientrare tra i quattro riportati). Tutti gli altri spostamenti sono vietati e le forze dell’ordine controlleranno gli spostamenti e ne accerteranno le motivazioni lungo autostrade, viabilità principale, viabilità ordinaria e presso aeroporti e stazioni ferroviarie. In una direttiva inviata dal Ministro degli Interni Luciana Lamorghese ai prefetti si specifica che «la veridicità dell’autodichiarazione potrà essere verificata anche con successivi controlli».

Imputazioni

Come riportato in un articolo del Sole24Ore, coloro che dichiarano il falso nelle autocertificazioni incorrono nel reato di falsa attestazione a un pubblico ufficiale, punibile con la reclusione da uno a sei anni.

È previsto l’arresto facoltativo in flagranza e vi è la procedibilità d’ufficio: i pubblici ufficiali hanno l’obbligo di denunciare i reati di tal genere di cui vengono a conoscenza e su segnalazione scatta automaticamente il procedimento penale.

Chi ha sintomi associati al virus e non si mette in quarantena rischia di essere imputato per lesioni o tentate lesioni volontarie e, nel caso in cui dovesse infettare soggetti a rischio e causarne la morte, rischierebbe l’imputazione per omicidio doloso. Alle stesse accuse potrebbero andare incontro coloro che hanno avuto contatti con persone positive e continuano ad avere rapporti sociali/lavorativi con altre persone senza prendere adeguate precauzioni.

Infine, nello stesso articolo si legge che chi è positivo, non lo comunica ed esce di casa assume una “condotta connotata dal dolo diretto”. In questo caso, oltre all’imputazione di violazione dell’ordine dell’autorità, si va incontro all’accusa di tentativo di lesioni e/o omicidio volontario in caso di contatto con un “soggetto fragile o a rischio”, arrivando all’accusa di omicidio volontario qualora da tale atto dovesse derivare la morte di detto soggetto.

Non c’è bisogno di precisare che per la maggior parte di questi reati sono previsti anni di reclusione.

Tutta la redazione di Close-up Engineering si associa all’appello delle istituzioni e della comunità scientifica e vi invita a restare a casa.

https://www.ilsole24ore.com/art/coronavirus-chi-ha-sintomi-ma-esce-casa-rischia-l-accusa-omicidio-doloso-ADmERLC
https://www.ilsole24ore.com/art/coronavirus-autodichiarazione-spostamenti-come-funziona-e-quando-si-puo-usare-ADnKLEC

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Antonio Donadiohttps://managementcue.it
Studente magistrale di ingegneria gestionale con laurea triennale in ingegneria meccanica. Appassionato di project management, con forte interesse verso i temi legati alla sostenibilità - sociale, ambientale ed economica- e verso le nuove tecnologie. Amante di musica ed enogastronomia, vorace lettore (e adesso anche autore).