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Li Wenliang: morto il dottore del Coronavirus

Morte annunciatore Coronavirus

E’ morto Li Wenliang (34, oculista). Probabilmente il nome non vi dice nulla, tuttavia trattasi del medico che aveva dato per primo l’allarme sulla diffusione del Coronavirus, senza aver ricevuto alcun credito. A ridosso del nuovo anno aveva infatti osservato sette casi di un virus che gli ricordava la Sars all’ospedale di Wuhan, suo posto di lavoro.  E proprio tale virus gli è stato fatale.

A dirla tutta, egli era stato anche fermato dalla polizia nonché minacciato ed iscritto nel registro degli indagati assieme a sette colleghi (in data 30 dicembre) con l’accusa di aver diffuso interpretazioni false per l’aver messo in guarda amici e conoscenti. A seguito dell’effettivo avverarsi delle sue previsioni, la magistratura e la società lo hanno riabilitato facendone un eroe, un emblema del silenzio del governo cinese dinnanzi all’epidemia.

La notizia è stata data inizialmente dai media cinesi e poi anche dall’Organizzazione mondiale della Sanità.

Nel prendere atto della sua morte, l’edizione online del quotidiano di Pechino Global Times afferma:

“Il dottor Li Wenliang è uno degli otto medici che avevano cercato di avvertire i colleghi dell’epidemia di coronavirus ma erano stati redarguiti dalla polizia locale”.

Tentativi passati di insabbiatura, la storia si ripete

Seppur con connotati diversi, il tentativo da parte dei governi centrali o autorità di impedire la diffusione di notizie che possano ledere la loro immagine è tristemente nota. Il caso più famoso è senza dubbio il disastro di Chernobyl (Ucraina, 1986), in cui fu fatto di tutto pur non lasciar trapelare alcuno spiffero dalle mura sovietiche. Recentemente, poi, sempre da parte russa vi fu il tentativo di nascondere “sotto ad un tappeto” il disastro nucleare dell’Agosto scorso. La notizia, inizialmente minimizzata, apparve su tutti i media giorni dopo l’accaduto. Come affermava Vico, filosofo italiano vissuto a cavallo del 18esimo secolo, “la storia è ciclica” e gli uomini non imparano mai dai propri errori, aggiungo io.

La comunicazione assume dunque un ruolo centrale nella nostra società moderna, al fine di poter prendere per tempo le adeguate contromisure ed agire prontamente. Il tentare di nascondere fatti od avvenimenti conduce sempre a conseguenze più nefaste. Altro esempio, questa volta entrando nel campo finanziario, sono i crolli di borsa. Questi sono principalmente avvenuti quando l’incertezza derivante da una mancata o non voluta comunicazione ha prevalso sulla certezza di informazioni (vedasi crisi 2008).  Lo scambio di comunicazioni, anche siano esse negative, è dunque necessario e imprescindibile.

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Alberto Girardellohttps://managementcue.it
Scrivo per la voglia di dire qualcosa