Amazon è la più grande internet company al mondo, tra le prime grandi imprese a vendere merci su internet e il primo sito di e-commerce in Italia.

Ogni giorno, solo nel nostro paese, l’azienda evade tra i 20000 e i 40000 ordini, tanti da non poter essere gestiti con una logistica europea come inizialmente era previsto, così nel 2011 è stato aperto il primo centro di distribuzione italiano denominato MXP5.

Il primo centro italiano

La struttura di 60000 metri quadrati è stata realizzata in soli 9 mesi ed è dotata delle più moderne automazioni. All’interno della stessa le fasi sono tre: merce in ingresso, gestione ordine e spedizione ordine.

La merce che arriva in ingresso dai fornitori viene catalogata e controllata, i piccoli prodotti vengono poi immagazzinati in scatole nere tramite i nastri trasportatori, mentre quelli più grandi vengono trasportati mediante carrelli e riposti tramite commissionatori. Le due tipologie di prodotto seguono quindi due percorsi diversi incontrandosi solo nella fase di spedizione finale.

I prodotti escono dal magazzino in scatole gialle e se in un ordine ci sono prodotti grandi e piccoli da spedire insieme questi vengono imballati insieme nel reparto imballaggio. Dopo essere stati imballati vengono posti su ulteriori nastri che grazie ai sensori di lettura del codice a barre porteranno le scatole sui pallet giusti destinati ai diversi corrieri.

Oltre ai prodotti venduti direttamente da Amazon ci sono in catalogo anche quelli dei diversi venditori che oltre alla logistica e magazzino, affidano al colosso la parte relativa alla gestione degli ordini.

Magazzino Amazon
Fonte: dday.it

Logistica di Amazon

Tramite questo servizio il venditore invia i propri prodotti ai centri logistici di Amazon, che a quel punto si occupa di tutte le fasi della vendita, dallo stoccaggio alle offerte, dalla spedizione fino al servizio clienti e i resi. Il vantaggio per il venditore è notevole in quanto i prodotti gestiti da Amazon sono i più venduti proprio per l’ottimo servizio offerto al cliente, oltre che per la fiducia che l’azienda ha instillato nei suoi acquirenti. Inoltre si riducono di molto i tempi di gestione dell’inventario.

Chiaramente tutto ciò ha un costo ma il totale da pagare dipende solo dallo spazio di stoccaggio occupato e minime tariffe di gestione, pagando così solo ciò di cui effettivamente si usufruisce e non abbonamenti e tariffe fisse.

In 13 dei 160 magazzini uomini e robot lavorano insieme. Questi evitano all’operatore di fare il tragitto per prelevare il prodotto dallo scaffale sostituendolo in questa operazione. La tecnologia la fa quindi da padrona, ma non va a rimpiazzare il lavoro dell’essere umano in quanto ci sono funzioni che necessariamente devono essere svolte dall’uomo

Un nuovo hub logistico è stato da poco aperto a Casirate d’Adda in provincia di Bergamo, una struttura di 34mila metri quadri dove entro tre anni saranno assunte 400 persone a tempo indeterminato grazie ad un investimento di 50 milioni di euro, atto a confermare l’importanza strategica dell’Italia per il colosso americano.

La scelta del luogo in cui investire è stata effettuata tenendo conto dei vantaggi che un territorio altamente infrastrutturato avrebbe apportato ad un centro di questo tipo. Parliamo infatti di un centro di smistamento dove i pacchi arrivano già imballati ed etichettati e vengono smistati dal personale a seconda del codice di avviamento postale: non c’è quindi magazzino come negli altri stabilimenti italiani.

Tra i principali obiettivi di Amazon la creazione di nuovi posti di lavoro e creare un vantaggio anche per l’economia locale e per i clienti, oltre che dare l’opportunità alle imprese italiane di collaborare con uno dei più avanzati network logistici del mondo. Attualmente sono impiegati nel centro circa 100 lavoratori con una età media di 33 anni, entro tre anni si arriverà a 400 e l’anno prossimo aprirà il quinto hub italiano nei pressi di Torino, portando l’investimento di Amazon nel nostro paese ad un totale di 1,6 miliardi.