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Come economizzare cambiando font?

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Come si fa a sapere quale font consuma più inchiostro quando si stampa? Un’interessante scoperta è quella che, già diffusasi e ripresa da siti di tutti i generi tecnologici e non, vede come protagonista uno studente americano di 14 anni, Suvir Mirchandani, ha scoperto che, a suo dire, cambiando il carattere di stampa sui documenti ufficiali il governo Usa potrebbe ottenere risparmi nell’ordine dei 370 milioni di dollari l’anno. Una “spending review” in piena regola, che il giovane ha prima sviluppato per la scuola di appartenenza (la Dorseyville Middle School di Pittsburgh), calcolando un ipotetico risparmio di 21 mila dollari l’anno, e poi proposto, attraverso la cassa di risonanza della Cnn, all’amministrazione Obama. Dunque è veramente possibile passare dalla font Times New Roman al Garamond abbattendo i consumi di inchiostro della stampante e di conseguenza i costi? Gary Somerset, responsabile della comunicazione del Goverment Printing Office, ha reso onore alla scoperta dello studente di origine indiana, che ha compiuto una ricerca a suo dire “notevole”. Lo stesso Somerset non ha sottolineato come gli sforzi del governo Usa siano focalizzati sul passaggio dalla carta al Web, e quindi sull’opportunità di ridurre le attività di stampa, peraltro già effettuate su carta riciclata. Va quindi anche detto che l’analisi di Suvuir, prodigo anche di una frecciatina nei confronti delle cartucce di inchiostro, si basa su un campione di documenti online e non su quelli effettivamente stampati dall’agenzia governativa. Si tratta di conseguenza di un’analisi  con diversi punti deboli.

In cosa consiste il modello Suvir? Per arrivare a formulare la sua ipotesi, Suvir ha preso in esame campioni di dispense distribuite dagli insegnanti ai propri studenti e ha analizzato le lettere usate con maggiore frequenza (E, T, A, O e R, le più comuni della lingua inglese). Poi ha verificato la frequenza con la quale ogni lettera è utilizzata mettendo a confronto quattro diversi font tipografiche: Garamond, Times New Roman, Century Gothic e Comic Sans. Infine ha misurato, avvalendosi anche di un apposito software (APFill Ink and Toner Coverage Calculator), la quantità di inchiostro usato per ogni lettera. Garamond, inventata nel 1530 da Claude di GianniRusconi e caratterizzata da tratti più sottili rispetto agli altri caratteri è considerata attualmente la font più efficiente dal punto di vista dei consumi perché richiede meno inchiostro in fase di stampa.

Ci sono poi Matt Robinson e TomWrigglesworth i quali hanno scoperto che il font Garamond è quello che richiede meno inchiostro, seguito da Courier e Brush Script; il classico usato Times New Roman si posiziona al quarto posto in classifica, mentre all’ultimo posto si trova Impact. La tecnica utilizzata per stilare questa particolare classifica è stata scrivere in grandi dimensioni la parola Sample più volte, usando ogni volta un carattere diverso e una diversa penna a sfera.

Da non dimenticare, infine, che nel dicembre 2008 è stato pubblicato Ecofont, un font che riduce il consumo d’inchiostro grazie alla presenza di numerosi minutissimi buchi nella sagoma dei caratteri. La stima del risparmio, possibile con qualunque stampante (a getto d’inchiostro o a toner) e con qualunque sistema operativo (Linux, Mac OS X, Windows), variava dal 15 al 25%. Ecofont è scaricabile gratuitamente (come Vera Sans), però va installato, cosa che non tutti gli utenti sanno fare e che in un ambiente con molti computer da gestire potrebbe rivelarsi un’impresa notevole.

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