Introduzione

Ieri sera il governo UK ha annunciato che oggi, Mercoledì 2 Ottobre, sarà presentata all’UE una nuova proposta su Brexit (dei cui effetti avevamo già trattato), per evitare che si arrivi alla scadenza (31 Ottobre) senza un accordo. La nuova proposta è stata informalmente descritta come “l’offerta finale” all’Unione Europea, che, se rifiutata, porterà a una Brexit senza accordo (il cosiddetto scenario del “no deal”).

La frontiera irlandese

La questione più importante che aveva bloccato l’approvazione dell’accordo UE-May era il cosiddetto “backstop”: il sistema ideato per evitare si giungesse a dover istituire un nuovo confine “rigido” tra Irlanda e Irlanda del Nord, due paesi tra attualmente si possono spostare beni e persone liberamente. Le implementazioni della nuova proposta di Johnson all’Unione Europea riguarderanno questo aspetto dell’accordo. Il Guardian afferma come la proposta del primo ministro preveda che l’Irlanda del Nord aderisca almeno fino al 2025 alle regole UE in materia di prodotti agricoli e manifatturieri, così che si escludano controlli di frontiera su beni scambiati tra Irlanda e Irlanda del Nord (aventi economie molto legate). Il resto delle merci dovrebbe in ogni caso essere soggetto a forme di controllo doganale, ma non si hanno ancora dettagli precisi. Si era perfino parlato di una proposta informale UK (accolta freddamente da UE e in dubbio sulla sua proclamazione effettiva) per la creazione di uffici doganali a qualche Km dal confine, per non creare una barriera fisica tra i due paesi. Sempre secondo il Guardian, dopo il 2025, il parlamento dell’Irlanda del Nord potrà decidere autonomamente se tenere il paese allineato con le leggi europee o se allinearlo alle leggi del Regno Unito. Questa maggiore autonomia per l’Irlanda del Nord sembra aver trovato l’approvazione anche del partito degli unionisti nordirlandesi (DUP), rendendo quindi più probabile che la proposta possa essere avvallata dal Parlamento britannico, in cui DUP sostiene il governo Conservatore.

Il British-Irish Council

La proposta di Johnson dovrebbe poi prevedere un ruolo di supervisione e mediazione per il British-Irish Council, organo di cui fanno parte Irlanda e Regno Unito e che fu introdotto dall’Accordo del venerdì santo, il quale mise fine al conflitto in Irlanda del Nord tra unionisti e repubblicano. Anche questa postilla dovrebbe conferire una maggiore autonomia ai governi di Irlanda e Irlanda del Nord per negoziare eventuali accordi futuri. Su ulteriori ambiti della Brexit, la nuova proposta di Johnson dovrebbe essere identico al precedente accordo raggiunto dalla May, dice l’Independent. Sono incluse infatti le regolamentazioni per garantire diritti ai cittadini europei nel Regno Unito ed è previsto il pagamento di circa £39 MLD  all’UE per le spese già accordate prima di Brexit.

Il discorso di Johnson e gli sviluppi futuri

Nella sua arringa al congresso del Partito Conservatore a Manchester, Johnson dovrebbe esporre la proposta come conditio se ne qua non per evitare il “no deal”, calcando sulla necessità di arrivare a Brexit non oltre il 31 Ottobre. Se la proposta sarà valutata accettabile dall’UE, resterà meno di un mese per trasformarla in un testo legalmente valido che possa regolare i rapporti futuri con UK. Inizieranno nuove negoziazioni tra Regno Unito e Unione Europea, il cui momento culmine sarà la riunione del Consiglio Europeo del 17 Ottobre. Se la proposta invece non dovesse essere avvallata dall’Unione Europea, Johnson sarebbe dinnanzi a un bivio: chiedere un ulteriore posticipazione di Brexit, come lo obbliga una legge approvata a inizio Settembre ma verso la quale il primo ministro è profondamente avverso, o far accadere Brexit il 31 Ottobre, rischiando di violare la legge e andando incontro a conseguenze rilevanti.