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Bose chiude negozi in UE e USA: punta sull’e-commerce

La Bose corporation, colosso americano dell’elettroacustica, annuncia tramite un comunicato la chiusura dei sui negozi in Europa, USA, Giappone e Australia (per un totale di 119) nei prossimi mesi.

Rimarranno aperti, invece, gli altri negozi della compagnia – i 130 sparsi tra Cina, Emirati Arabi Uniti, India, Asia sud-orientale e Corea del Sud.

Breve storia della Bose

Amar Bose, di padre bengalese emigrato negli Stati Uniti e madre statunitense, laureato in ingegneria elettrica al Massachusetts Institute of Technology (MIT) e professore presso la stessa università per più di quarant’anni, è noto al mondo per essere stato il fondatore della Bose corporation nel lontano 1964.

I prodotti dell’azienda, che muove i suoi passi dai brevetti del suo fondatore, si collocano in una fascia medio-alta e rendono la compagnia uno dei leader mondiali nei prodotti di riproduzione audio.

bose.it

Nel 2011 il MIT è diventato azionista di maggioranza della Bose corp. grazie alla donazione dello stesso Amar Bose di una quota di azioni (senza diritto di voto) della compagnia. Grazie a questa donazione, il MIT riceve annualmente una parte di dividendi della compagnia e tali fondi vengono destinati alle missioni di ricerca e didattica della prestigiosa università americana.

I negozi

Nel 1993 la Bose apre il suo primo negozio fisico con lo scopo di fornire al potenziale cliente un’occasione per scoprire e testare i prodotti e per ricevere pareri tecnici. Colette Burke, vicepresidente globale delle vendite di Bose, afferma che l’azienda si era focalizzata si bisogni del cliente e che all’epoca questa idea era stata radicale. Sempre secondo Burke, la decisione della chiusura dei negozi ha lo stesso obiettivo.

Infatti, la decisione, come si legge nel comunicato, è nata dal fatto che i prodotti dell’azienda vengono sempre di più acquistati tramite e-commerce e “Bose è una grande multinazionale con un mix di canali locali pensati su misura per ogni paese o regione”.

I trend

La decisione di Bose conferma il trend generale: come riportato da un articolo della CNN i negozi che hanno chiuso i battenti negli US ammontano a 9.300 nel solo 2019.

A fronte dell’inarrestabile crescita dell’e-commerce, diventa sempre più difficile giustificare gli investimenti in locali, personale e magazzino – e lo diventa ancora di più quando si parla di elettronica di consumo.

Come già riportavamo in un nostro articolo di dicembre, molti dei retailer che vendevano esclusivamente in negozi fisici hanno sostenuto ingenti investimenti per entrare nei mercati online (e competere con i nuovi modelli di business) integrando l’e-commerce con i negozi fisici tramite formule quali l’ordine online e il ritiro in negozio oppure ordine online, consegna a domicilio e possibilità di restituzione in negozio.

come afferma un articolo del Sole 24 Ore “Esiste uno spazio dove il prodotto va spiegato, descritto e toccato. Il luogo fisico si presta a una esperienza di acquisto diversa da quella su smartphone”. Il quotidiano nazionale, a supporto di ciò, porta come esempi il successo degli store della Apple e l’apertura di nuovi punti vendita fisici proprio da parte di Amazon, la compagnia di e-commerce per antonomasia.

La Bose sta prendendo un granchio o la lungimiranza della compagnia e del suo fondatore ci stupiranno di nuovo?

https://www.theverge.com/2020/1/15/21067715/bose-shutting-down-retail-stores-layoffs-north-america-europe-japan-australia
https://www.techradar.com/news/bose-is-closing-up-shop-in-the-us-europe-japan-and-australia
https://edition.cnn.com/2020/01/16/business/bose-retail-store-closures/index.html
https://edition.cnn.com/2019/12/19/business/2019-store-closings-payless-gymboree/index.html
https://www.ilsole24ore.com/art/l-e-commerce-non-fa-prigionieri-bose-chiude-negozi-europa-ACUQMRCB
https://www.cnbc.com/2019/11/01/retail-profits-to-take-a-hit-from-price-wars-and-investments-moodys-says.html
https://www.forbes.com/sites/enriquedans/2020/01/17/another-one-bites-the-dust-bose-closes-half-its-retailoutlets/#26e208b97ace

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Antonio Donadiohttps://managementcue.it
Studente magistrale di ingegneria gestionale con laurea triennale in ingegneria meccanica. Appassionato di project management, con forte interesse verso i temi legati alla sostenibilità - sociale, ambientale ed economica- e verso le nuove tecnologie. Amante di musica ed enogastronomia, vorace lettore (e adesso anche autore).