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Autostrade elettriche per combattere la range anxiety

Autostrade sempre più elettriche: in america sarà possibile effettuare la celebre coast to coast senza dover basare il viaggio sulle stazioni di ricarica. E in Italia?

Introduzione

Uno dei viaggi più iconici per gli amanti dell’avventura, il celebre coast to coast lungo le autostrade degli Stati Uniti, è ora possibile anche a bordo di un’auto elettrica. Pochi giorni fa, infatti, Electrify America ha annunciato il completamento della sua prima rete di ricarica che permette l’attraversamento degli USA dalla costa atlantica a quella pacifica.
Con una lunghezza di oltre 4000 km, il percorso permette di arrivare da Washington DC a Los Angeles facendo tappa nelle aree di ricarica posizionate a circa 100 km l’una dall’altra.
Entro la fine dell’estate, inoltre, verrà ultimata una seconda autostrada elettrica, che si estenderà da San Diego a Jacksonville.

Figura 1: La rete attualmente installata da Electrify America.

Autostrade elettriche

L’azienda, controllata del gruppo Volkswagen, già dal 2019 aveva intensificato la sua attività di installazione di punti di ricarica, arrivando a contare più di 400 aree di servizio dedicate a veicoli elettrici su tutto il territorio, con l’obiettivo di arrivare a quota 800 entro la fine del 2021.
Già da tempo la rete dei Supercharger installata da Tesla permette ai possessori di un veicolo elettrico di effettuare lunghi spostamenti in tutto il Nord America (oltre che in Europa ed Asia), ma è ovviamente riservata ai clienti dell’azienda fondata da Elon Musk. Il progetto “open” che Electrify America sta portando avanti si rivolge invece a tutti i veicoli venduti sul mercato USA, che nello scorso anno sono stati quasi 250.000.
Stando alle dichiarazioni del direttore operativo di Electrify America, Anthony Lambkin, l’azienda vuole infatti avere un ruolo di primo piano nella diffusione della e-mobility negli USA, e la possibilità di viaggiare per lunghe distanze a bordo di un veicolo elettrico è decisamente incentivante per tutti gli automobilisti che vorranno sostituire la loro auto.

E in Italia?


Per quanto riguarda l’Italia, nel 2017 è stato dato via al progetto EVA+ (acronimo di Electric Vehicles Arteries), per l’installazione di stazioni di ricarica in tutta la penisola e in Austria. Co-finanziato dalla Commissione Europea come parte dell’iniziativa “Connecting Europe Facility”, EVA+ è frutto della collaborazione tra Enel, nel ruolo di coordinatore, la utility austriaca Verbund, l’operatore austriaco di reti di ricarica SMARTRICS, nonché di produttori automobilistici quali Volkswagen, Renault, Nissan e BMW.
Il progetto è stato ultimato nel 2019 e conta 200 infrastrutture per la ricarica rapida dei veicoli elettrici, di cui 180 installata in Italia e le restanti 20 in Austria.

Figura 2: Una delle 200 stazioni di ricarica EVA+

Autostrade elettriche: deterrente per la range anxiety?

Ad inizio anno, inoltre, Autostrade per l’Italia ha annunciato che all’interno del proprio piano strategico 2020-2023, che prevede investimenti e lavori di manutenzione per 7,5 miliardi di euro, è prevista l’installazione di punti di ricarica per veicoli elettrici in 67 stazioni di servizio del territorio nazionale.
Le prime Green Station entrate in funzione in via sperimentale si trovano presso le aree di servizio di Frascati Est ed Ovest, e permettono utenti di ricaricare in maniera rapida o standard qualsiasi auto elettrica presente sul mercato.

Lo sviluppo e la diffusione capillare di infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici giocano un ruolo primario nella transizione verso la mobilità sostenibile. Infatti, non considerando i costi di un’auto elettrica, il principale deterrente è la cosiddetta range anxiety, ovvero la paura che il proprio veicolo possa non avere autonomia sufficiente per l’uso che l’utente deve farne. Tale timore è amplificato quando ci si deve allontanare da contesti urbani, ed il rischio di “rimanere a secco” o di dover comunque prevedere lunghe soste per la ricarica dell’auto fa ancora protendere la scelta verso veicoli tradizionali.
I percorsi intrapresi a livello internazionale per tali infrastrutture, tuttavia, potranno accentuare la diffusione esponenziale che la mobilità elettrica avrà nei prossimi anni.

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