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Asset Management: i cardini

INTRODUZIONE

Che cos’è il physical asset management e in cosa differisce rispetto ad altre metodologie analoghe?

Scoprilo nel nostro articolo: Asset Management: una panoramica (https://managementcue.it/asset-management-panoramica/12969/)

Ora andiamo a vedere quali sono i 4 princìpi su cui si basa questa metodologia.

ORIENTAMENTO AL CICLO DI VITA

Il primo dei princìpi cardine dell’approccio Asset Management è l’orientamento al ciclo di vita degli asset, cioè la gestione integrata durante tutte le fasi di vita del componente (quindi dell’impianto) che comprenda le scelte relative:

  • all’inizio della vita dell’impianto (progettazione, costruzione, installazione);
  • alla vita utile operativa;
  • al fine vita (dismissione e recupero).

Punto chiave, nella pratica, è l’adozione di obiettivi e indicatori di performance di lungo termine nella gestione degli asset.

ORIENTAMENTO SISTEMICO

“Un asset viene definito critico se ha la potenzialità di avere un impatto significativo sul raggiungimento degli obiettivi aziendali” (ISO 55000).

Il giudizio di criticità va dunque rapportato all’intero sistema. Occorre tenere conto del fatto che gli asset industriali possono essere sistemi complessi costituiti da diversi componenti che interagiscono fra loro. Per valutare lo stato e le performance del sistema è necessario, oltre a tenere conto dello stato e del comportamento di ognuno dei componenti, considerare le loro interdipendenze.

Risulta indispensabile tenere traccia sistematica di tutte le modifiche che possono avere un impatto sulla vita degli asset sia livello di configurazione (come ad esempio aumenti di capacità o installazione di ridondanze), sia a livello gestionale (cambiamenti di politica manutentiva o cambiamenti organizzativi). Tali modifiche dovranno essere, infine, valutate rispetto al sistema.

ORIENTAMENTO AL RISCHIO

“Una buona gestione degli asset è fondata sulla ricerca del giusto equilibrio tra performance, costi e rischi” (ISO 55000).

Il concetto di rischio è cambiato nel corso degli anni, nell’accezione odierna esso comprende:

  • il rischio come “hazard”, concetto legato alla sicurezza delle persone o ai rischi ambientali;
  • rischio come incertezza da gestire per garantire la continuità del business ed evitare perdite finanziarie;
  • particolari rischi che possono essere visti come opportunità di business a livello strategico.

“È opportuno osservare che l’orientamento al rischio è collegato con l’obiettivo di generazione del valore: valutando il rischio, si tiene conto della probabilità e della conseguenza di non soddisfare le aspettative degli stakeholder; qualora accada un evento non desiderato, ciò coincide con la perdita di valore potenzialmente generabile per uno o più stakeholder” [1]

ORIENTAMENTO ALLA GESTIONE-ASSET CENTRICA

Questo aspetto riguarda la conoscenza dell’azienda rispetto ai propri asset e richiede la definizione del ruolo che questi ultimi hanno rispetto alla creazione del valore.

In quest’ottica diventa fondamentale un sistema informativo efficace e completo che possa supportare decisioni strategiche, tattiche e operative. Allo stesso modo, dal punto di vista organizzativo è fondamentale stabilire ruoli e responsabilità nella gestione degli asset che possano portare ad una maggiore efficacia nelle decisioni.

 

A cura di Antonio Donadio

[1] Osservatorio tecnologie e servizi per la manutenzione, SCHOOL OF MANAGEMENT – POLITECNICO DI MILANO, Verso la gestione degli asset negli impianti industriali: come evolve la manutenzione, report di ricerca annuale, 2015, MILANO.

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Alberto Girardellohttps://managementcue.it
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