Nasce Facebook News, il progetto del social blu che offre a un limitato gruppo di utenti americani l’accesso a storie e notizie di diverse pubblicazioni; dal New York Times al Wall Street Journal, dal Washington Post a Condé Nast. A darne notizia è il fondatore e CEO Mark Zuckerberg, che ne spiega funzioni e orientamento: “È una nuova sezione dedicata alle notizie di alta qualità personalizzata sugli interessi degli utenti”; ha scritto il fondatore di Facebook in un post sulla sua pagina. L’iniziativa, l’ultima in ordine temporale del gigante Facebook, punta a siglare una tregua con l’industria dei media; che da tempo critica e chiede a Facebook e alla Silicon Valley di retribuire e pagare l’informazione di qualità. Ma anche a migliorare la reputazione di Facebook che, con News, mira a dimostrare i suoi sforzi nel promuovere la democrazia e nel combattere la mala informazione e la disinformazione sulla piattaforma.

Commissioni e visibilità

«Siamo consapevoli che internet ha distrutto il modello di business dell’industria dei media. E noi siamo uno dei servizi che ha fatto parte di questo trend» ammette Zuckerberg, assumendosi la responsabilità di instaurare un rapporto migliore con l’industria dell’informazione e di fare «un lavoro migliore a sostegno del giornalismo». Rientra proprio in questo quadro il pagamento di commissioni da parte di Facebook alle aziende editoriali per la pubblicazione di notizie e storie. Commissioni che, secondo indiscrezioni, variano considerevolmente da editore a editore; ma che sono un deciso passo in avanti per il settore dei media: Facebook oltre alle commissioni consente, con i suoi 2 miliardi di amici, di raggiungere il grande pubblico e quindi attirare potenziali nuovi abbonati.

Tregua con l’industria editoriale

«Mark Zuckerberg sembra personalmente e professionalmente impegnato ad assicurare che il giornalismo di qualità abbia un futuro. È assolutamente appropriato che il giornalismo premium sia riconosciuto e ricompensato» afferma Robert Thomson, l’amministratore delegato della News Corporation di Rupert Murdoch. Proprio il tycoon australiano è stato negli ultimi anni una delle voci più insistenti e pressanti nel chiedere ai giganti tecnologici di pagare i media per l’accesso ai loro prodotti. E dopo anni di parole invano, Zuckerberg alla fine cede al pressing con News. E simbolicamente lo fa salendo sul palco con Thomson, il numero uno del colosso di Murdoch.  L’iniziativa di Zuckerberg punta a siglare una tregua con l’industria editoriale.

Copyright: La direttiva europea

Proprio ieri è entrata in entrata in vigore in Francia la direttiva europea in materia di copyright, che prevede; tra le altre norme, anche la possibilità per gli editori di chiedere il pagamento per l’uso di brevi frammenti di testo. Gli editori transalpini hanno anche annunciato un ricorso all’antitrust nazionale e investiranno anche il governo della mancata applicazione da parte del motore di ricerca della direttiva sul copyright della stampa on line. Con loro anche l’associazione degli editori Ue. Ieri hanno fatto sapere che considereranno “possibili passi formali e legali per fermare l’abuso da parte di Google della sua posizione dominante”. Google da parte sua ha osservato: “La legge non richiede il pagamento per i link; e gli editori europei traggono già un valore significativo dagli 8 miliardi di visite che ricevono ogni mese dalle persone che effettuano ricerche su Google”.