I due colossi dell’hi-tech sono pronti a investire in Arabia Saudita. Ad oggi entrambi vendono solo grazie ad intermediari, ma hanno dalla loro parte il principe ereditario Mohammad bin Salman, fervente sostenitore dell’hi-tech. Le premesse per un esito positivo ci sono tutte. Secondo le diverse testimonianze raccolte da Reuters, sia Appleche Amazon sarebbero già entrate in contatto con Sagia, l’autorità saudita per gli investimenti stranieri, che starebbero alleggerendo le restrizioni alle presenze estere sul territorio.

Se le trattative andranno in porto, il vincitore sarebbe il principe saudita, che ha dichiarato di “ispirarsi alle capacità imprenditoriali di Bill Gates, Steve Jobs e Mark Zuckerberg” e che vanta partecipazioni in Facebook, Microsoft e Uber per circa 3,5 miliardi di dollari.

Il mercato hi-tech dell’Arabia Saudita

Arabia Saudita
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Sia Apple che Amazon guardano con grande interesse l’Arabia Saudita. Questo perché nel paese vi è una popolazione molto giovane, abituata all’utilizzo dei social media e dei dispositivi mobili. Per Apple sarebbe quindi un’opportunità importante dato che cerca sempre nuovi sbocchi per i propri prodotti e servizi. Amazon invece è interessata al cloud e ai servizi online, di fondamentale importanza per i bilanci dell’azienda di Jeff Bezos.

Il governo saudita, negli ultimi anni, ha alleggerito sempre di più la regolamentazione del mercato, una strada intrapresa per slegare l’economia del paese dall’industria petrolifera. Uno degli effetti più importanti di questa azione politica è stato quello di aumentare l’accessibilità di internet e dei prodotti tecnologici alla popolazione, in particolar modo verso i più giovani.

In tutto questo l’attore principale è il principe. Egli infatti intende sviluppare la tecnologia del paese nel nuovo progetto da 500 miliardi di dollari che intende costruire sul Mar Rosso, dove sorgerà la più grande città economica al mondo interamente dedicata al commercio e all’industria tecnologica. Questo enorme progetto si chiama “Neom“, e dovrà essere inaugurato entro il 2025, con alcune operazioni limitate già nel 2020.