Assegno di inclusione, “purtroppo dovete restituirlo”: l’INPS non lo vuole più erogare | Ridate i soldi indietro e vi arrangiate

soldi e documenti (PIXABAY FOTO) - managementcue.it
Controlli INPS sull’Assegno di Inclusione: chi rischia di dover restituire il beneficio e cosa fare in caso di irregolarità.
L’INPS ha avviato una serie di controlli serrati sull’Assegno di Inclusione (ADI), la misura che ha sostituito il reddito di cittadinanza a gennaio 2024. L’obiettivo è verificare il rispetto dei requisiti economici fissati dalla legge e individuare eventuali irregolarità. Questi controlli mirano a garantire che i fondi pubblici siano destinati a chi ne ha effettivamente diritto, evitando abusi e sprechi.
I controlli si concentrano su diversi aspetti, tra cui le soglie ISEE, i redditi dichiarati, le variazioni nelle situazioni lavorative e l’effettiva residenza in Italia. L’INPS punta a garantire la correttezza nell’erogazione di una misura che ha coinvolto oltre un milione di domande e 2,3 milioni di beneficiari. La trasparenza e l’equità sono fondamentali per il successo di questa misura di sostegno.
Particolare attenzione sarà rivolta alle famiglie in cui si sono verificate variazioni significative, come l’ingresso o l’uscita dal mercato del lavoro, il trasferimento di domicilio o modifiche nella composizione familiare. Tutte attività di normale amministrazione al giorno d’oggi.
L’INPS mira a individuare eventuali dichiarazioni false o non aggiornate, come già accaduto in passato con il reddito di cittadinanza. La precisione e l’aggiornamento delle informazioni sono essenziali per evitare problemi, per questo conviene muoversi per tempo per evitare di aggravare la situazione.
Cosa troverai in questo articolo:
Chi rischia di dover restituire l’assegno
L’INPS sta controllando diverse situazioni, tra cui: Soglie ISEE: dal 2025, l’ISEE non deve superare i 10.140 euro all’anno (nel 2024 era 9.360 euro). Redditi non dichiarati al fisco: l’evasione fiscale è un reato e comporta la perdita del beneficio. Attivazione di rapporti lavorativi non comunicati: la mancata comunicazione può comportare la revoca dell’assegno. Mancata residenza effettiva in Italia: l’ADI è destinato ai residenti in Italia. Dichiarazioni false o non aggiornate: la veridicità delle informazioni è fondamentale.
Le famiglie con variazioni significative sono particolarmente a rischio: l’INPS mira a individuare chi ha fornito informazioni false o non aggiornate per ottenere il beneficio. La collaborazione con l’INPS è fondamentale per evitare problemi.

Cosa fare in caso di irregolarità
Se l’INPS rileva irregolarità, il beneficiario potrebbe dover restituire le somme indebitamente percepite. Inoltre, potrebbero essere applicate sanzioni amministrative o penali. La restituzione delle somme è un obbligo di legge.
Per evitare problemi, è fondamentale rispettare i requisiti previsti dalla legge e comunicare tempestivamente all’INPS eventuali variazioni nella propria situazione. In caso di dubbi, è consigliabile rivolgersi a un CAF o a un professionista. La consulenza di un esperto può aiutare a chiarire ogni dubbio.