Assegno di inclusione, “purtroppo dovete restituirlo”: l’INPS non lo vuole più erogare | Ridate i soldi indietro e vi arrangiate

Soldi e documenti

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Controlli INPS sull’Assegno di Inclusione: chi rischia di dover restituire il beneficio e cosa fare in caso di irregolarità.

L’INPS ha avviato una serie di controlli serrati sull’Assegno di Inclusione (ADI), la misura che ha sostituito il reddito di cittadinanza a gennaio 2024. L’obiettivo è verificare il rispetto dei requisiti economici fissati dalla legge e individuare eventuali irregolarità. Questi controlli mirano a garantire che i fondi pubblici siano destinati a chi ne ha effettivamente diritto, evitando abusi e sprechi.

I controlli si concentrano su diversi aspetti, tra cui le soglie ISEE, i redditi dichiarati, le variazioni nelle situazioni lavorative e l’effettiva residenza in Italia. L’INPS punta a garantire la correttezza nell’erogazione di una misura che ha coinvolto oltre un milione di domande e 2,3 milioni di beneficiari. La trasparenza e l’equità sono fondamentali per il successo di questa misura di sostegno.

Particolare attenzione sarà rivolta alle famiglie in cui si sono verificate variazioni significative, come l’ingresso o l’uscita dal mercato del lavoro, il trasferimento di domicilio o modifiche nella composizione familiare. Tutte attività di normale amministrazione al giorno d’oggi.

L’INPS mira a individuare eventuali dichiarazioni false o non aggiornate, come già accaduto in passato con il reddito di cittadinanza. La precisione e l’aggiornamento delle informazioni sono essenziali per evitare problemi, per questo conviene muoversi per tempo per evitare di aggravare la situazione.

Chi rischia di dover restituire l’assegno

L’INPS sta controllando diverse situazioni, tra cui: Soglie ISEE: dal 2025, l’ISEE non deve superare i 10.140 euro all’anno (nel 2024 era 9.360 euro). Redditi non dichiarati al fisco: l’evasione fiscale è un reato e comporta la perdita del beneficio. Attivazione di rapporti lavorativi non comunicati: la mancata comunicazione può comportare la revoca dell’assegno. Mancata residenza effettiva in Italia: l’ADI è destinato ai residenti in Italia. Dichiarazioni false o non aggiornate: la veridicità delle informazioni è fondamentale.

Le famiglie con variazioni significative sono particolarmente a rischio: l’INPS mira a individuare chi ha fornito informazioni false o non aggiornate per ottenere il beneficio. La collaborazione con l’INPS è fondamentale per evitare problemi.

Restituire soldi
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Cosa fare in caso di irregolarità

Se l’INPS rileva irregolarità, il beneficiario potrebbe dover restituire le somme indebitamente percepite. Inoltre, potrebbero essere applicate sanzioni amministrative o penali. La restituzione delle somme è un obbligo di legge.

Per evitare problemi, è fondamentale rispettare i requisiti previsti dalla legge e comunicare tempestivamente all’INPS eventuali variazioni nella propria situazione. In caso di dubbi, è consigliabile rivolgersi a un CAF o a un professionista. La consulenza di un esperto può aiutare a chiarire ogni dubbio.