Pensione, non lavori ma la prendi lo stesso: stai comodamente a casa tua e ti assicuri una vecchiaia stupenda

Tutti i dettagli per la pensione fuori lavoro (depositphotos.com) - www.managementcue.it
Pensione: in questi casi è possibile riceverla senza lavorare. Ma quali sono le regole previste dal sistema previdenziale?
Il desiderio di molti lavoratori è quello di garantirsi una pensione sicura senza dover affrontare anni di lavoro duro. Non è totalmente possibile ma esistono possibilità alternative.
La domanda sorge spontanea: è davvero possibile assicurarsi una vecchiaia tranquilla, anche senza aver versato tutti i contributi richiesti? Se sì, quali?
Fortunatamente, esistono strumenti previdenziali che consentono di colmare eventuali lacune contributive, permettendo a chi ha interrotto o cessato un’attività lavorativa di mantenere il diritto a una pensione dignitosa.
L’INPS offre soluzioni che permettono di ottenere i contributi necessari, assicurandosi così un futuro economico sereno. Approfondiamo al meglio il quadro normativo.
Cosa troverai in questo articolo:
I contributi mancanti
Il sistema previdenziale italiano consente la prosecuzione volontaria del versamento dei contributi. Questa opzione è riservata a coloro che hanno smesso di lavorare per qualunque motivo, permettendo loro di pagare personalmente i contributi necessari per maturare il diritto alla pensione o aumentarne l’importo. Tale possibilità è accessibile a tutti gli iscritti ai fondi della previdenza pubblica obbligatoria. Il Decreto Legislativo n. 184 del 1997 ha esteso questo beneficio anche a chi è iscritto a fondi sostitutivi ed esclusivi dell’assicurazione obbligatoria, come quelli del pubblico impiego e della gestione separata.
Per poter accedere a questa opzione, è necessario soddisfare alcuni requisiti stabiliti dall’INPS. Secondo Brocardi è richiesto che il lavoratore abbia versato almeno cinque anni di contributi o tre anni di contribuzione nei cinque anni precedenti la richiesta. Inoltre, chi richiede l’opzione deve aver interrotto o cessato il rapporto di lavoro. Secondo la circolare INPS n. 50/2008, la prosecuzione volontaria non è consentita a coloro che hanno un’attività lavorativa in corso, neppure se liberi professionisti.

Quanto costa acquistarli
Secondo quanto riporta Brocardi, i lavoratori devono ottenere un’apposita autorizzazione dall’INPS, che può essere richiesta attraverso il portale online dell’Istituto utilizzando SPID, CIE o CNS. Una volta ricevuta l’autorizzazione, i contributi volontari possono essere versati tramite il Portale dei Pagamenti INPS.
Per il 2025, l’INPS ha stabilito il costo: per i lavoratori dipendenti non agricoli, il costo annuale minimo per l’acquisto dei contributi volontari è di 4. 141,74 euro. Questo importo è calcolato moltiplicando la retribuzione minima settimanale per 52 settimane e applicando l’aliquota del 33% per chi ha ottenuto l’autorizzazione dopo il 1995. Se invece l’autorizzazione è antecedente al 1995, l’aliquota scende al 27,87%. Nel settore pubblico, l’aliquota varia: per i dipendenti postali, degli enti locali e della sanità è del 32,65%. Per quanto riguarda i lavoratori autonomi, il calcolo è basato sul reddito medio degli ultimi 36 mesi di attività. L’aliquota per artigiani e commercianti è del 24% per chi ha più di 21 anni, mentre per i commercianti più giovani è leggermente superiore, arrivando al 24,48%.