Addio ferie, passata la legge: se ti assenti sei licenziato | A quel punto non puoi farci proprio nulla

Ecco le motivazioni per cui si rischia il licenziamento

Se ti assenti dal lavoro ti licenziano (Canva) - managementcue.it

Voler andare in ferie, può anche starci, ma bisogna sempre giustificare ogni assenza dal lavoro: altrimenti, licenziamento!

Per mantenercisi un lavoro è essenziale esser proattivi, e dimostrare impegno costante. Poiché ogni giorno è difatti importante dimostrare il proprio valore, attraverso prestazioni di qualità, affidabilità, e capacità di adattamento alle diverse sfide che possono insorgere.

Un altro aspetto cruciale è la comunicazione: così da assicurarcisi un buon rapporto con colleghi e superiori, facilitando la collaborazione e la comprensione reciproca. D’altronde, esser ascoltati e rispettati, all’interno dell’ambiente di lavoro, aumenta le possibilità di stabilità professionale.

Inoltre, investire nella propria crescita professionale è fondamentale. Partecipando a corsi di aggiornamento, o nell’acquisire nuove competenze, così da migliorare il proprio profilo, e rispondere alle evoluzioni del settore.

Infine, la gestione delle emozioni e dello stress, gioca un ruolo determinante. Non a caso, esser in grado di gestire la pressione, e risolvere i conflitti in modo positivo, aiuta infatti a mantenere un clima lavorativo sereno e produttivo.

Il caso delle assenze ingiustificate

La Cassazione ha chiarito quando è legittimo il licenziamento disciplinare, per un dipendente il quale non rispetta il piano di recupero delle assenze ingiustificate. Dal momento che, in un caso esaminato dalla Corte, la dipendente di un’azienda ospedaliera è stata licenziata dopo aver appunto, e ripetutamente, mancato di giustificare le sue assenze, sebbene le fosse stato proposto un piano di recupero.

Un piano di recupero delle assenze che è, sì, vincolante per il lavoratore, ma il quale non implica la rinuncia ai diritti essenziali, come il riposo fra i turni. Pertanto, se un dipendente non rispetta tale piano, può rischiare provvedimenti disciplinari, incluso il licenziamento per giusta causa. Soprattutto, poi, quando il comportamento mina il rapporto di fiducia, con il datore di lavoro.

Ecco perché si rischia di esser licenziati
Causa di un licenziamento (Canva) – managementcue.it

La proporzionalità del licenziamento

Secondo la Cassazione, il licenziamento per giusta causa è proporzionato se il comportamento del lavoratore è così grave, da compromettere difatti la fiducia, del datore di lavoro. E la violazione del piano di recupero, specialmente se ripetuta, esser vista come una violazione degli obblighi contrattuali. Oltre che danneggiare gli interessi dell’azienda, per inciso.

Il giudice di merito, quindi, deve valutare la proporzionalità fra la condotta del dipendente, e la sanzione. Confermando, la Cassazione, che nel caso esaminato, la condotta della dipendente aveva compromesso il rapporto fiduciario con il datore di lavoro. Andando, in tal modo, a giustificare il licenziamento per giusta causa.