Addio carta di identità, confermato il decreto: “dovete usare la CIVEEU” | Se non ce l’avete non andate da nessuna parte

Stop alla carta d'identità (Canva) - managementcue.it
Secondo le nuove disposizioni governative, d’ora in poi non si potrà più utilizzare la carta d’identità: poiché, non valida.
I documenti personali, son strumenti fondamentali per identificare un individuo, e attestare la sua identità (in diverse situazioni quotidiane). E dal semplice riconoscimento, alle pratiche burocratiche, questi documenti son quindi indispensabili, nella vita di ogni persona.
Uno dei principali utilizzi è la possibilità di viaggiare e accedere a servizi pubblici e privati. Difatti, senza un documento d’identità valido, sarebbe impossibile richiedere prestazioni sanitarie; aprire un conto in banca; o stipulare un contratto di lavoro.
Ma oltre all’identificazione, alcuni documenti certificano diritti e competenze. Come la patente di guida, per esempio, la quale attesta l’abilitazione alla guida. Mentre il passaporto, consente di viaggiare all’estero.
Infine, hanno una funzione di tutela legale. Permettendo di proteggere i diritti dei cittadini, e garantire la loro sicurezza, nei rapporti con istituzioni e aziende.
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Maggiori sicurezze, e nuove regole
Il Consiglio dei ministri ha approvato nuove disposizioni in materia di passaporti, cittadinanza e immigrazione irregolare, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza e l’efficienza amministrativa. Non a caso, il disegno di legge, collegato alla manovra di finanza pubblica per il 2025, prevede l’introduzione di passaporti con microchip contenenti dati biometrici: fra cui fotografia e impronte digitali. Per la cittadinanza italiana “iure sanguinis”, saranno semplificate le procedure di riconoscimento per gli italo-discendenti residenti all’estero. Inoltre, son state introdotte misure urgenti per contrastare l’immigrazione irregolare, e rafforzare il controllo sui flussi migratori.
I nuovi passaporti offriranno, dunque, maggior protezione contro furti d’identità e falsificazioni. E fra le novità, il documento non sarà più rinnovabile, ma dovrà esser richiesto ex-novo alla scadenza. Per di più, verrà eliminato il passaporto collettivo, ormai obsoleto a causa delle attuali normative europee. E le procedure per la denuncia e il rilascio di un nuovo passaporto, in caso di furto o smarrimento all’estero, saranno semplificate. Persino le carte d’identità, avranno maggior rilevanza internazionale, diventando quindi valide per l’espatrio (in alcuni Paesi extra-UE), e grazie a nuovi accordi bilaterali.

Sostenibilità economica della riforma
Il finanziamento delle nuove misure, avverrà senza pesare sulle finanze pubbliche. Poiché il ministero dell’Economia e delle Finanze, utilizzerà risorse già disponibili per coprire i costi, stimati in circa 9,5 milioni di euro, per il 2026. E questo garantirà la sostenibilità economica della riforma, senza introdurre nuove imposte o aumenti di spesa.
Le modifiche al decreto legislativo del 3 febbraio 2011, riguardano nello specifico le funzioni degli uffici consolari, i quali ora si limiteranno ad accertare il mantenimento della cittadinanza italiana, per i residenti all’estero, già riconosciuti appunto come cittadini. Inoltre, la cittadinanza potrà esser riconosciuta solo ai minori d’età, figli d’italiani già registrati. Mentre il procedimento per la ricostruzione della cittadinanza, avrà un nuovo termine di 48 mesi (rispetto ai 24 attuali), per gestire l’elevato numero di richieste. Si stima, infatti, che la popolazione con passaporto italiano, in Argentina, sia cresciuta dal 1,5% del 2000, al 3% nel 2025, segno dunque della crescente domanda di riconoscimento della cittadinanza, fra gli italo-discendenti.