“Verserete 4,3 miliardi di imposte non dovute”, la sentenza emessa per gli italiani: non c’è scampo per nessuno purtroppo

Illustrazione di un pagamento (Canva) - managementcue.it

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Si preannuncia un periodo difficile, e il pagamento da versare sarà davvero consistente. Ma cosa sta accadendo?

Le imposte sono quei soldi che dobbiamo versare allo Stato, in cambio dei servizi pubblici: scuole, ospedali, strade, trasporti… insomma, tutto quello che ci serve per vivere in una società organizzata.

Ce ne sono di tanti tipi: sul reddito, sui beni, sulle case, sui consumi. Alcune le vediamo chiaramente, come l’IRPEF o l’IVA, altre sono più nascoste ma ci sono lo stesso, magari già incluse nei prezzi.

Spesso ci sembrano troppo alte, e a volte lo sono davvero. Ma il problema vero non è pagarle, è capire se poi quei soldi vengono usati bene. Ed è lì che nasce la frustrazione, quando vedi sprechi o servizi che non funzionano.

Detto questo, le imposte sono una parte inevitabile della vita da cittadini. Non sono simpatiche, certo, ma sono anche il modo con cui contribuiamo, almeno in teoria, al bene comune.

Meno tasse? non proprio….

Sai quando ti promettono un taglio alle tasse e tu tiri un sospiro di sollievo? Ecco, poi leggi bene e scopri che c’è un trucco. O meglio, una specie di “prestito forzato” che tu fai allo Stato, senza che nessuno te lo chieda. È quello che sta succedendo con la nuova faccenda dell’IRPEF: ufficialmente c’è stato un taglio, ma di fatto molti si ritroveranno a pagare tra i 75 e i 260 euro in più nella prossima dichiarazione. Sì, hai capito bene.

Il motivo? Un calcolo errato che riguarda gli acconti IRPEF, che sono stati calcolati con le vecchie regole del 2023, quelle con le aliquote più alte e detrazioni più basse. Morale della favola: paghi di più ora, per poi, forse, riavere qualcosa l’anno prossimo. Un bel giro di soldi, insomma, che secondo i sindacati è tutto tranne che trasparente.

Illustrazione di una banconota da 100 euro (PIXABAY FOTO) - www.managementcue.it
Illustrazione di una banconota da 100 euro (PIXABAY FOTO) – www.managementcue.it

Cosa succede davvero (e a chi)

Se sei un lavoratore dipendente e guadagni meno di 15.000 euro, probabilmente ti troverai a versare circa 75 euro in più, che lo Stato si riprenderà con la prossima dichiarazione. Nella fascia tra i 15 e i 28.000 euro si arriva anche a 100 euro, mentre chi supera i 29.000 euro ne pagherà fino a 260.

E non è finita: anche 9,2 milioni di pensionati saranno coinvolti, con un esborso complessivo di circa 1,5 miliardi di euro. Il totale raccolto da questa operazione? Ben 4,3 miliardi, guarda caso esattamente la cifra usata per finanziare il famoso taglio dell’IRPEF dal 25 al 23% per il secondo scaglione.