L’enorme multinazionale chiude: ormai è ufficiale | 150 famiglie rimaste senza una lira, non c’è nulla da fare

Illustrazione di una persona triste (PIXABAY FOTO) - www.managementcue.it
Quando un’azienda di grandi dimensioni prende decisioni drastiche, le conseguenze si riflettono su centinaia di persone e intere comunità.
Nel mondo del lavoro, i cambiamenti strategici delle multinazionali possono avere un impatto enorme sulla stabilità economica di molti lavoratori. Le aziende devono spesso affrontare trasformazioni per adattarsi alle nuove condizioni di mercato, ma quando queste comportano tagli e ridimensionamenti, il peso della decisione ricade soprattutto sui dipendenti.
Negli ultimi anni, molte realtà produttive si sono trovate a rivedere i propri modelli operativi, scegliendo di spostare le attività o ridurre la forza lavoro per ottimizzare i costi.
Questo fenomeno non è nuovo, ma ogni volta che si verifica provoca reazioni forti sia da parte dei lavoratori sia da parte delle istituzioni che cercano di intervenire per salvaguardare l’occupazione.
In questo contesto si inserisce una recente decisione aziendale che sta suscitando forti polemiche tra dipendenti e sindacati. Le famiglie coinvolte sono in grande difficoltà e i lavoratori si stanno mobilitando per far sentire la loro voce.
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Perché scattano i licenziamenti
Nessun passo indietro da parte dell’azienda, è determinata a licenziare tutti i 150 lavoratori delle fabbriche di San Giuliano e Fizzonasco Bystronic, azienda che opera nel settore della progettazione e produzione di macchine per l’automazione industriale. Lo hanno confermato i dirigenti della multinazionale svizzera che hanno incontrato i sindacati nella sede di Assolombarda a Milano nel pomeriggio di martedì 15 ottobre.
“Avevamo come mandato quello di chiedere di ritirare la procedura di licenziamento per iniziare una discussione, ma l’azienda ci ha spiegato che non è disponibile a trattare la sua posizione – ha riferito a MilanoToday Elena Dorin, segretaria generale Fiom Milano -. Da parte nostra c’è la massima disponibilità per gestire la questione, ma al momento non è stato calendarizzato nessun altro incontro con l’azienda. Porteremo la questione su tutti i tavoli istituzionali. Non si possono licenziare così 150 persone”.

La protesta dei lavoratori Bystronic
La decisione di procedere con i licenziamenti è stata presa dal quartier generale di Bystronic in Svizzera, L’azienda ha spiegato ai sindacati che questo cambiamento è dovuto a un mutamento strategico: il mercato servito dalle filiali italiane non è più redditizio e così la società ha deciso di tagliare quello che considera un “ramo secco”.
Nonostante ciò la decisione è sembrata improvvisa, le parti sociali hanno sottolineato che nello stabilimento di Fizzonasco e in quello di San Giuliano sono impiegati numerosi operai stagionali. Inoltre, i dipendenti sono stati più volte invitati a fare straordinari per soddisfare la produzione richiesta.