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166 miliardi di tasse in più negli ultimi 20 anni secondo CGIA

Negli ultimi 20 anni le tasse sono aumentate di 166 miliardi di euro, a dirlo la CGIA. L’aumento maggiore è dovuto all’erario, minore, invece, la variazione delle imposte locali. Secondo il segretario della CGIA, l’autonomia differenziata è una strada possibile per la riduzione della spesa pubblica.

Secondo uno studio dell’Ufficio studi della CGIA, 166 miliardi di tasse in più negli ultimi 20 anni. Le tasse sarebbero aumentate del 47,4% nell’ultimo ventennio arrivando ad un totale di 516,5 miliardi di euro di gettito (a prezzi correnti) nel 2019. L’aumento maggiore è dovuto all’erario, minore, invece, la variazione delle imposte locali. Secondo il segretario della CGIA, Renato Mason, l’autonomia differenziata è una strada possibile per la riduzione della spesa pubblica. Conseguirebbero una riduzione delle imposte e un innalzamento della qualità e quantità dei servizi erogati in tutto il Paese.

(NOTA METODOLOGICA: nei prossimi paragrafi si userà il termine “tasse” intendendo genericamente le entrate tributarie, analogamente a quanto fatto nel comunicato stampa della CGIA a cui fa riferimento questo articolo)

166 miliardi di tasse in più

Negli ultimi 20 anni le tasse sono aumentato di 166 miliardi di euro. L’ufficio studi della CGIA di Mestre, associazione territoriale aderente a Confartigianato Imprese, ha pubblicato un comunicato stampa con i risultati di uno studio sull’andamento delle entrate tributarie dell’ultimo ventennio. Tra le conclusioni degne di nota, come anticipato, c’è che le entrate tributarie sono aumentate di 166 miliardi di euro negli ultimi 20 anni. Si è passati, infatti, dai 350,5 miliardi di euro incassati dall’erario e dagli enti locali nel 2000 ai 516,5 miliardi (a prezzi correnti) del 2019. In termini percentuali la variazione sarebbe pari a +47,4%.

Amministrazioni locali o Amministrazione centrale?

“Nell’immaginario collettivo si è diffusa l’idea che in questi ultimi anni Governatori e Sindaci sarebbero diventati, loro malgrado, dei nuovi gabellieri [esattori del medioevo, n.d.r.], mentre lo Stato centrale avrebbe alleggerito la pressione fiscale nei confronti dei contribuenti. In realtà le cose sono andate diversamente.” Ad affermarlo è il segretario della CGIA, Roberto Mason. “Negli ultimi 20 anni – continua Mason – le tasse locali sono aumentate del 37,1 per cento, quelle incassate dall’Amministrazione centrale sono cresciute del 49,3 per cento. In termini assoluti, dalle Regioni e dagli enti locali abbiamo subito un aggravio fiscale di 20,3 miliardi, mentre il peso del fisco nazionale è salito di 145,7 miliardi.” Nelle immagini si può vedere l’andamento delle entrate tributarie per livello di governo.

Elaborazione dati CGIA

Principali imposte/tasse nazionali e locali

Ma quali sono queste tasse/imposte nazionali e locali? Ne riportiamo alcune per chiarezza. Tra le principali tasse e imposte nazionali troviamo quelle sul reddito e sul valore aggiunto (IRPEF, IRES e IVA) e le varie accise (su carburanti, tabacchi, energia elettrica…). A queste si aggiungono imposte indirette quali imposta di registro, imposta ipotecaria, imposta catastale e imposte su donazioni e successioni.

Tra le imposte regionali, invece, vi sono l’IRAP, le addizionali (ad esempio l’addizionale regionale IRPEF) e il bollo auto. Altre tasse regionali sono la tassa sulle concessioni regionali e la tassa per il diritto studio universitario. Vi sono imposte provinciali quali l’imposta sulle assicurazioni RC auto e l’imposta provinciale di trascrizione (autoveicoli, camion e rimorchi). Tra le imposte e tasse comunali troviamo le famigerate ICI e IMU (la prima fino al 2011, la seconda dal 2012 in poi). Tra le altre, la TASI, la tassa sui Rifiuti, l’addizionale comunale IRPEF, la tassa sull’occupazione di spazi e aree pubbliche.

CGIA a favore dell’autonomia differenziata

Secondo Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio studi, “il tema dell’autonomia differenziata è […] una partita che si gioca tra il centro e la periferia dello Stato. Tra chi vuole un’Amministrazione pubblica che funzioni meglio e costi meno e chi difende lo status quo, perché trasferendo funzioni e competenze ha paura di perdere potere e legittimità.” Anche il segretario CGIA, Renato Mason, sulla stessa linea: “Più autonomia equivale a più responsabilità ed è evidente che i risparmi e l’extra gettito prodotto devono rimanere, in massima parte, nei territori che li generano. A loro volta, le realtà territoriali più sviluppate dovranno comunque aiutare chi è in difficoltà, applicando il principio della solidarietà. Se queste tre regioni riusciranno a far decollare la riforma, è evidente che provocheranno un effetto trascinamento che imporrà la riduzione della spesa pubblica. Conseguentemente, ciò contribuirà ad abbassare le imposte e a innalzare la qualità e la quantità dei servizi erogati a cittadini e imprese”.

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Antonio Donadiohttps://managementcue.it
Studente magistrale di ingegneria gestionale con laurea triennale in ingegneria meccanica. Appassionato di project management, con forte interesse verso i temi legati alla sostenibilità - sociale, ambientale ed economica- e verso le nuove tecnologie. Amante di musica ed enogastronomia, vorace lettore (e adesso anche autore).